Inzaghi: "Bravissimo Chivu. L'inchiesta sugli arbitri mi ha scioccato. Sulla Champions..."

30 Aprile 2026
- di
Carlo Alberto Gamba
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Simone Inzaghi Inter Al Hilal Barella retroscena
Tempo di lettura: 3 minuti

A qualche mese di distanza dal suo addio all'Inter al fine di intraprendere una nuova - faraonica - avventura come allenatore dell'Al-Hilal, l'ex tecnico nerazzurro Simone Inzaghi ha ripercorso alcune delle tappe della propria carriera interista nel corso di una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Nel corso della stessa, il piacentino ha anche speso parole d'elogio per Chivu e di sorpresa per quanto riguarda il recente caso sulle presunte combine arbitrali.

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Inter, il racconto a tutto tondo di Inzaghi

"Cambierei qualcosa della stagione scorsa? No, nulla. Il nostro sogno era vincere il Triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili. Cosa è successo in finale? Siamo arrivati alla partita senza tante energie, sia fisicamente che mentalmente. È un dato di fatto. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando la nostra autostima. Il PSG è una grande squadra, come abbiamo visto di recente contro il Bayern Monaco. Nonostante tutto, non dimenticherò il grande percorso fatto per arrivare in finale".

Sul fatto di aver perso due Scudetti e di averne vinto soltanto uno

"Non si può vivere di rimpianti. Quando non abbiamo vinto siamo arrivati dietro a squadre con percorsi importanti. Nei miei quattro anni interisti ho vinto tanto e sono contento. Non so se potessimo fare di più, ma abbiamo comunque raggiunto due finali di Champions League".

Sulla decisione di lasciare la Beneamata

"Avevo già deciso di lasciare la squadra prima della finale? Assolutamente no. La decisione è stata molto difficile anche per la mia famiglia. Ho deciso dopo la finale di Monaco di Baviera a casa di Marotta, alla presenza sua, di Ausilio e di Baccin. In quell'occasione dichiarai di volermene andare perché ritenevo di aver aver chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me, ma nonostante tutto siamo rimasti amici e lo siamo tuttora. Avessimo vinto la coppa, sarei sicuramente rimasto. Prima della finale comunicai pubblicamente di avere delle offerte e decisi di farlo perché non volevo nascondere ai tifosi che esisteva questa possibilità".

Sull'Inter post-Inzaghi

"Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile. E il merito è anche di Chivu. Conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle capacità dei giocatori. Ma anche puntare su Cristian è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare. Ora è giusto che l’Inter festeggi e che poi provi a vincere la finale di Coppa Italia. Le lamentele di Dimarco sulle sostituzioni sistematiche quando allenavo l'Inter? Le sue parole potrebbero essere state travisate perché fui io a volerlo trattenere e lui sa bene di aver giocato alla grande con me. Tra noi c'è un grande rapporto. Vale lo stesso per Zielinski, che ho voluto io stesso quando mi fu prospettata la possibilità di portarlo in nerazzurro".

Sulla recente inchiesta contro Rocchi e il mondo arbitrale

"Sono rimasto scioccato: abbiamo perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Non siamo stati fortunati neanche in Supercoppa Italiana contro il Milan. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti. Si parla di arbitri graditi e non alla società? Non parlerei di macchinazione perché per noi è stata una stagione disgraziata. Ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro degli arbitri e non voglio parlare del Napoli, che ha vinto onestamente lo scudetto. Ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa. Non accuso nessuno e non dubito della buona fede. Diciamo che non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Rimane un dispiacere che non passerà: perdere lo scudetto per un punto è doloroso".

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