
Nuovo scossone in ottica arbitrale per la CAN e per il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Secondo quanto riportato da AGI, l'ex fischietto fiorentino sarebbe indagato dalla Procura di Milano per presunto "concorso in frode sportiva" a seguito della avvenuta notifica dell'avviso di garanzia nei confronti dell'ex arbitro.
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Aggiornamento 9 maggio - La prima audizione - durata più di tre ore - è stata quella di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, che sarebbe stato menzionato da Rocchi e Gervasoni in un’intercettazione captata dalla procura. E qui si arriva al primo punto: non ci sarebbero infatti intercettazioni significative dirette tra l’ex designatore e Schenone. Quest’ultimo sarebbe stato infatti menzionato in una telefonata, ma dalle sue conversazioni non sembra emergere niente di anomalo. Tra i due c’era un rapporto fin dai tempi in cui arbitravano entrambi - e questo si sa, ma insomma nulla in più. L’incontro, però, sarà certamente servito al pm a chiarire i rapporti tra l’addetto agli arbitri dei nerazzurri, Pinzani (incaricato dalla Figc per relazioni tra l’Aia e i club nella stagione 2024-25) e lo stesso Rocchi.
In Procura da lunedì altre figure e di club diversi. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.
Aggiornamento 8 maggio - Stando a quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nella giornata di oggi il PM Ascione ascolterà in qualità di persone informate sui fatti Giorgio Schenone (referee club manager dell'Inter), Dino Tommasi (componente della CAN e attuale designatore ad interim della stessa) e Antonio Zappi (ex presidente dell'AIA). Il magistrato vuole cercare di ricostruire se dovesse esservi stato un tentativo da parte del dirigente interista di travalicare i propri doveri di interazione con gli arbitri cercando di effettuare un qualche tipo di pressione per "combinare" alcune designazioni.
Aggiornamento 1° maggio (ore 15.30) - Stando a quanto riportato da La Repubblica, il designatore Rocchi avrebbe menzionato un dirigente in forza all'Inter in occasione dei vari dialoghi intrattenuti coi colleghi arbitrali. Secondo le intercettazioni raccolte nel corso dell'annata, il nome di sponda nerazzurra "pizzicato" dagli inquirenti - seppur non indagato - sarebbe quello di Giorgio Schenone. Quest'ultimo, come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, altri non sarebbe che il "club referee manager" della squadra interista da ben sei anni a questa parte, ovvero una figura appositamente predisposta alla materia arbitrale e alla spiegazione alla squadra delle novità regolamentari, descrivendo ogni settimana i profili dei direttori di gara designati per le partite. Oltre a questo, è incaricato anche di tenere i rapporti con la categoria arbitrale e di organizzarne l’accoglienza negli stadi.
Aggiornamento 30 aprile (ore 16.30) - Nel corso del pomeriggio odierno, Andrea Gervasoni - supervisore della CAN anch'esso sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Milano e anch'esso autosospesosi - si è recato presso la Caserma della Guardia di Finanza per rispondere ad interrogatorio. Ad accompagnarlo è stato l'avvocato Michele Ducci, il quale ha risposto alle domande dei giornalisti appostatisi fuori dal Comando: "Inter-Roma? Abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento anche in quell'occasione, e le immagini lo chiariscono in maniera abbastanza efficace. Una decisione che viene presa anche in questo caso in 10-15 secondi, non c'è il tempo materiale affinché qualcuno insista per far prendere una decisione diversa. Il mio assistito presente il 2 aprile a parlare con Rocchi? Di questo non abbiamo assolutamente parlato. Audio Inter-Roma manomesso in qualche modo? Non ho ascoltato nessun audio di Inter-Roma, non saprei dire. Designazioni pilotate nel sistema Rocchi? Non ci è stato chiesto, non siamo Rocchi. I presunti gradimenti? Nessuna domanda, non era la nostra imputazione. Da una eventuale bussata al vetro, inopportuna, a parlare di frode sportiva a me sembra lunga, ma non so. Non abbiamo parlato di questo, non ci è stato contestato".
Aggiornamento 29 aprile (ore 16.30) - Trovano conferme le varie indiscrezioni in merito a quanto evidenziato nelle ultime ore rispetto al presunto incontro segreto di San Siro avvenuto tra Rocchi e alcuni soggetti durante il derby d'andata di Coppa Italia. Nell'occasione, il designatore arbitrale avrebbe intrattenuto dei dialoghi volti a combinare le designazioni di alcune partite dei nerazzurri. Secondo quanto rivelato da La Stampa, queste persone sarebbero anch'esse appartenenti al mondo arbitrale. Resta da capire a chi corrispondano questi profili.
Aggiornamento 28 aprile (ore 18.30) - Emergono nuovi dettagli in merito ai presunti dialoghi di Rocchi con alcuni soggetti misteriosi in occasione del derby di Coppa Italia a San Siro in cui l'ex fischietto avrebbe "combinato" le designazioni arbitrali della squadra nerazzurra. Secondo ANSA, i soggetti con cui si sarebbero tenuti questi incontri sarebbero stati tutti appartenenti al mondo arbitrale e non vi sarebbe traccia di tesserati di alcun club. La Procura di Milano punterà a trovare riscontri in merito.
Aggiornamento 28 aprile (ore 16.00) - Attraverso una nota ufficiale, l'avvocato Antonio D'Avirro - legale di Rocchi - ha comunicato che il proprio assistito non si presenterà all'interrogatorio presso la Procura di Milano. Secondo la nota, l'ex fischietto fiorentino avrebbe voluto presentarsi per poi essere dissuaso dal legale perché, a suo dire, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, non era ritenuto possibile svolgere efficacemente il mandato difensivo.
Aggiornamento 27 aprile (ore 15.00) - Come riportato da ANSA, al centro dell'inchiesta contro Gianluca Rocchi e altri elementi del mondo arbitrale gestita dalla Procura di Milano per presunto concorso in frode sportiva non vi sono, al momento, coinvolgimenti di tesserati nerazzurri. Difatti, ad essere indagati sono - al momento - esclusivamente esponenti del mondo arbitrale e nessun tesserato di nessun club, Inter compresa. L'inchiesta, che riguarderebbe cinque partite della scorsa stagione, sarebbe iniziata circa un anno fa.
Aggiornamento del 26 aprile (ore 15.00) - In merito alla questione si è pronunciato anche Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A espressosi con un comunicato ufficiale: "A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità. Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio. C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica.
Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del CONI si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all'epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare.
Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato".
Aggiornamento del 26 aprile (ore 9.00) - Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nessun dirigente dovrebbe parlare né prima né dopo la gara contro il Torino. L'Inter ha scelto di non pronunciarsi in merito alla vicenda e i tempi per farlo non sono comunque maturi. Al momento non vi sarebbero tesserati nerazzurri indagati, considerando che a nessuno dei rappresentanti interisti è stato recapitato alcun avviso di garanzia. L'Inter ha reagito con incredulità alla situazione anche perché le gare contro Bologna e Milan hanno portato a sconfitte pesanti per i nerazzurri. Sembrerebbe invece che non sia incriminata la gara contro il Verona come sembrava inizialmente.
Aggiornamento del 25 aprile (ore 18.00) - L'inchiesta, condotta dal PM Maurizio Ascione, riguarderebbe una molteplicità di partite della scorsa stagione di Serie A, ovvero l'edizione 2024-2025. Tra le sfide finite nel mirino vi sarebbe Udinese-Parma, in cui l'ex direttore di gara avrebbe interferito nelle operazioni della sala VAR "suggerendo" l'assegnazione di un calcio di rigore poi realmente assegnato. Secondariamente, a finire sotto la lente d'ingrandimento vi sarebbe stato anche un episodio verificatosi in Inter-Hellas Verona dell'annata precedente, in cui il gol della definitiva vittoria per 2-1 dei nerazzurri venne messe a segno a seguito di un presunto contatto falloso di Bastoni ai danni dello scaligero Duda. Il designatore, come riportato da Adnkronos, si dichiarerebbe sereno e completamente estraneo ai fatti.