Conte: "Il mio calcio non è fare la guerra"

22 Novembre 2020
- Di
Simone Togna
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Tempo di lettura: 2 minuti

CONTE CALCIO GUERRA - Antonio Conte, intervistato da Sky dopo il 4-2 contro il Torino, riprende i suoi ma precisa: "Non accetto che si dica che il mio calcio sia solo furore agonistico".

Conte: "Non mi interessa se l'Inter è pazza o meno"

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"Pazza o no, non mi interessa. Io devo fare un'analisi molto attenta e il nostro atteggiamento nel primo tempo non mi è piaciuto assolutamente, molto negativo – rimprovera i suoi il tecnico –. Avevo chiesto furore agonistico, perché noi qui possiamo parlare di tattica e tecnica, ma alla fine ci devi mettere tutto in campo. Noi abbiamo un bicchiere mezzo vuoto per la prima parte: capisco anche le difficoltà dopo la sosta, ma al tempo stesso non possiamo permetterci questo tipo di situazioni. Dobbiamo migliorare. L'anno scorso avevamo chiuso con ferocia e voglia. Dobbiamo ritrovare questi aspetti, sia i vecchi che i nuovi. A volte uso il bastone e a volte la carota. Poi la seconda parte è un bicchiere mezzo pieno perché 'è la dimostrazione che ci sono cuore, voglie, furore e voglia di vincere".

Conte: "Non siamo una grande squadra"

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"Non siamo ancora una grande squadra, perché una grande squadra non consente sistematicamente queste situazioni in 12 partite. Dobbiamo lavorare sotto questo aspetto per diveltarlo. A volte ci sono sirene che ammaliano e si casca nel tranello, invece dobbiamo mettere il campo in salita per gli avversari. Solo lì possiamo parlare di Inter in lizza per vincere, altrimenti sono chiacchiere. E tanti le fanno anche per crearci problemi. Mi aspetto sempre analisi oneste intellettualmente".

Conte: "Non accetto che si dica che il mio calcio sia solo fisico e furore"

"In qualsiasi situazione c'è sempre un filo conduttore e sempre ci deve essere, altrimenti facciamo chiacchiere da bar. Io non sono un allenatore così e quello che ho vinto l'ho vinto non andando solo di fisico e di furore. Non accetto che ci venga detta una cosa del genere".

Conte: "Il mio calcio non è fare la guerra"

"Diciamo che siamo stati molto lenti all'inizio. Poi abbiamo alzato i ritmi e la palla scorreva veloce. Oggi l'allenatore dà un impronta, non è più come prima quando giocavo io e c'era molta improvvisazione. Il mio calcio non è gettare il cappello in aria e andare a fare la guerra".

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