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LaPresse
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INTER LAUTARO INTERVISTA – Lautaro Martinez, uno dei grandi protagonisti attesi al palcoscenico di San Siro per l’imminente Derby d’Italia, si è raccontato in una lunga intervista pubblicata da Sportweek, il settimanale in uscita con La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole.

L’intervista a Lautaro: gli inizi nel calcio che conta

“Quando sono andato via da casa avevo 16 anni, è stato molto difficile. Adesso sono ancora più lontano dai miei genitori e dai miei fratelli e avere una persona accanto che pensa solo a farmi stare bene è importante. Agustina mi dà serenità. I miei li sento tutti i giorni, ogni mattina trovo il buongiorno di mamma sul cellulare. Come sono diventato un Campione da 100 milioni di valutazione? Forse non me lo immagino ancora. Nel calcio devi lavorare ogni giorno per migliorarti ed essere decisivo. Io lo faccio da quando ero piccolo. Ero così già da bambino: quando andavo a palleggiare in strada e imitavo Falcao, il mio idolo del River Plate, non tornavo a casa sino a quando non mi riusciva di fare quello che mi ero messo in testa. Anche a scuola ero così”.

La passione per il basket

“Se non avessi fatto il calciatore, avrei giocato a basket. Come mio fratello Jano. Mi piaceva. ero un play… e forse certi movi-menti, le virate, le ho imparate sul quel campo che c’era vicino casa mia. A Bahia Bianca si gioca tanto a basket, grazie anche a Manu Ginobili. Ho messo pie-de in quel campo per caso, ma mi è piaciuto subito: la mattina andavo a scuola, poi calcio e basket. O viceversa. La sera ero distrutto. Dormivo poco, mangiavo male. Non ero mai a casa. Così mio padre mi ha messo spalle al muro ed io ho scelto il calcio. Sono nato in uno spogliatoio di calcio, seguivo papà anche in trasferta, sempre”.

Lautaro su Messi e sul calciomercato

Messi all’Inter? È stato un sogno anche per me, certo che sì. Giocare con lui è fantastico. È il miglior giocatore al mondo. Ho la fortuna di giocare in nazionale con lui. Noi giovani guardiamo lui, ascoltiamo lui. Mi hanno parlato tanto di Diego, ho visto tanti video, sarà eterno. Ma con Messi ci gioco, vedo in diretta le sue magie”.

Le voci di mercato e il rinnovo di contratto

“Che si parli di te e di club importanti è una cosa bella, però anche pesante. Vai a mangiare e parlano di te, vai al bagno e parlano dite. Devi essere forte di testa. È stata un’estate faticosa… Oggi sono all’Inter e sono felice. Qui sto bene. Milano è una città bellissima, dove c’è tutto. Ora arriva anche Nina e sarà ancora più bello. Rinnovo? Il mio procuratore e la società stanno lavorando. Sono tranquillo. Io penso a dare all’Inter tutto quello che ho, l’accordo poi si trova”.

L’intervista a Lautaro: su Inter-Juventus e sulla lotta Scudetto

“Siamo un bel gruppo, anche se parliamo idiomi diversi ci capiamo e lottiamo per un solo obiettivo: vincere. Quando ci riusciremo, sarà bellissimo. Abbiamo avuto una fase di adattamento, è arrivata gente nuova. Ora siamo lì, dove volevamo essere. Dobbiamo lavorare ogni giorno per restarci, migliorarci, per essere sempre più squadra. È l’unica cosa da fare. Dopo tanti anni di dominio Juve, quest’anno il campionato è più equilibrato: il Covid-19, le 5 sostituzioni, hanno cambiato un po’ tutto. Ma meglio, è più divertente, meno scontato. Io non sottovaluto la Juve. Non l’ho mai sottovalutata. E mi piace il gioco dell’Atalanta. Mi diverte pure la Roma, già prima del 2-2″.

Lautaro su Lukaku e Conte

“Con Romelu sto bene, in campo e fuori. È un bravo ragazzo, parla otto lingue ed è importante questo in una squadra come la nostra. Ed è molto umile. Ha una storia simile alla mia, veniamo dal niente, ci capiamo. Conte? É un allenatore che lavora per migliorarti fisicamente e tatticamente. Per me è stato fondamentale il suo arrivo all’Inter, mi ha fatto crescere tanto. E non voglio fermarmi”.

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