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CORONAVIRUS STIPENDI BAYERN – Si discute spesso ultimamente in Italia del tema “taglio degli ingaggi“. C’è chi propone di riparametrarlo allo stop del calcio giocato, altri invece parlano di percentuali. In Europa l’argomento è già ad un livello avanzato, se consideriamo i casi di Germania, Francia e Scozia. Ecco il resoconto odierno sull’argomento, con la collaborazione di informazioni reperite da La Gazzetta dello Sport.

Coronavirus e taglio degli ingaggi: l’esempio del Bayern in Germania

Sul tema in oggetto, finora l’esempio virtuoso è arrivato dalla Germania: Bayern Monaco, Borussia M’Gladbach, Schalke, Mainz, Werder Brema e presto anche Bayer Leverkusen e Borussia Dortmund, hanno aderito al taglio degli stipendi. Addirittura i gialloneri della Ruhr starebbero pensando ad uno stop definitivo per la stagione in corso. In Francia, i club si stanno allineando al taglio degli stipendi secondo il principio della disoccupazione parziale, debitamente riformato per l’emergenza dal governo. Lo stato paga fino a 4,5 volte lo stipendio minimo legale (1.210 euro netti al mese), ma il resto dell’ingaggio spetta al datore di lavoro, in percentuale fino al 70% lordo. Hanno già aderito alla disoccupazione parziale Lione, Montpellier, Nimes e Amiens. In Scozia, il governo centrale si è impegnato a pagare l’80% degli stipendi di chi non può lavorare, con un massimale di 2.500 sterline al mese. Lodevole quindi il gesto di Steven Naismith, capitano degli Hearts, che si è volontariamente dimezzato lo stipendio.

Il caso Barcellona, ancora da definire

Non è ancora un argomento molto in voga il taglio degl ingaggi in Spagna. Forse il Paese del mondo in cui si registra la maggior velocità di propagazione del Coronavirus. Finora solo il Barcellona ha affrontato il tema. Il presidente Bartomeu ha fatto presente ai 4 capitani, Messi, Busquets, Piqué e Sergi Roberto, la necessità di abbassare il monte stipendi. Al momento non è però arrivata alcuna risposta affermativa…

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