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Nerazzurrisiamonoi.it
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CORONAVIRUS SERIE A – Più passano i giorni e più si fa largo l’idea che la Serie A potrebbe non riprendere più. La stagione 2019-20 potrebbe già aver chiuso i battenti senza che nemmeno gli stessi protagonisti abbiano (avuto) la consapevolezza esatta di quando ciò sia accaduto. Ci sono squadre che non giocano da oltre un mese, altre che hanno disputato l’ultima partita senza sapere che fosse l’ultima. Tra proposte, date, richiami al senso di responsabilità da parte di Malagò e Tommasi, battaglie sulla ripresa degli allenamenti, il calcio sembra stremato nonostante si sia tutti a riposo forzato. E poi c’è il discorso, per nulla secondario, relativo al danno economico delle società e al taglio degl ingaggi dei calciatori. Tutti temi trattati dai principali quotidiani oggi in edicola.

Coronavirus e Serie A, il Corriere dello Sport: “Rompete le righe”

Questo il titolo con cui si apre l’odierna edizione del Corriere dello Sport. Con riferimento al possibile stop definitivo del campionato. “Rinvio senza date delle finali di coppe – scrive il quotidiano sportivo della Capitale – Inter e Juve a casa. Ma in Lega è scontro. Tra i grandi club si fa strada l’idea che il campionato non ripartirà, ma Napoli e Lazio non ci stanno. Dal Pino media: si può giocare fino al 30 luglio”.

La prima pagina di oggi del Corriere dello Sport

Tuttosport in prima pagina: “La Serie A riparte da zero”

Il quotidiano torinese è forse il più possibilista a proposito della ripresa del campionato, aggiungendo delle considerazioni sempre in prima pagina: “Mentre diventa ufficiale il rinvio delle finali di Champions ed Europa League, i club italiani pensano alla possibile ripresa dell’attività: la linea comune è di rifare la preparazione con autentici ritiri in stile precampionato”.

La prima pagina di oggi di Tuttosport

Serie A, il Corriere della Sera: “Stipendi, pronti i tagli del calcio”

Il quotidiano milanese pone l’accento sullo scottante tema degli ingaggi. Sebbene ieri Damiano Tommasi abbia assicurato che questo aspetto, in questo momento, non sia (ancora) diventato prioritario nell’agenda dei lavori, si va avanti con idee e possibili scenari. Sempre dal Corriere si legge: “Serve un intervento del governo. La A vuole ridurli fino al 30 per cento. Fondo di garanzia per chi guadagna poco”.

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