Conte e il rebus del centrocampo: continua il casting per il posto di incontrista davanti alla difesa

23 Ottobre 2020
- Di
Redazione NR
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Tempo di lettura: 2 minuti

INTER CONTE CENTROCAMPO - Inutile nascondersi dietro alibi ed assenze comunque reali e tangibili - e finora né società né tecnico lo hanno fatto, ndr -: questa Inter ha un problema di filtro a centrocampo. Il numero di gol subiti - mai così tanti dal 2011 - preoccupa eccome. Istintivamemente si è portati a pensare che sia un problema di modulo o di scelta degli interpreti nella linea difenisiva, ma dopo un'approfondita analisi emerge dell'altro: il centrocampo dell'Inter fa poco filtro. Come sottolinea l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, l'affannosa ricerca, in sede di mercato, di un incontrista, non ha portato ad Appiano quel profilo richiesto da Conte. Non è arrivato Kanté - sogno quasi irraggiungibile - ma nemmeno Thomas Partey, che comunque sarebbe stato gradito al tecnico. Il quale, numeri alla mano, ha già schierato cinque linee mediane differenti. Tutto per sbrogliare la matassa di un centrocampo a cui manca terribilmente un vero recupera-palloni.

Conte, il centrocampo dell'Inter e il nodo Vidal

Antonio Conte le sta provando davvero tutte. Dalla coppia Gagliardini-Vidal a quella formata da Brozovic e Barella, sono continue le sperimentazioni del tecnico alla ricerca dell'alchimia migliore. Il problema è duplice: il centrocampo non fa filtro e non si è ancora riusciti a sfruttare Vidal per le caratteristiche a lui più congeniali: quelle degli inserimenti senza palla come arma in più in attacco. Il cileno è stato finora l'uomo designato all'ingrato ruolo di perno davanti alla difesa col compito di srdadicare palloni agli avant avversari. I risutati però, leggasi Inter-Borussia, ndr - non sono soddisfacenti. Serve qualcun altro, evidentemente. Ma chi?

Le sperimentazioni di Conte

Attraverso delle variazioni nelle posizioni in campo degli attori in gioco, il tecnico proverà ancora, nelle prossime partite, a rendere la coperta più lunga di quanto sia ora. Potrebbe non giovare alla causa la presenza in campo di Eriksen, per il quale il ripiegamento all'indietro è esercizio abbastanza sconosciuto. Barella corre per due ma non gli si può chiedere di fare il Gattuso della situazione. Brozovic non ha il passo né la fisicità per svolgere il ruolo di interditore, e lo stesso dicesi per Gagliardini. Il recupero di Nainggolan, che si sta regolarmente allenando dopo il Covid, potrebbe essere decisivo per tappare quel buco che tanto sta costando, in termini di solidità difensiva, alla truppa nerazzurra.

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