
Il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha concesso un'intervista ai microfoni di Dazn al termine della gara col Parma vinta per 2-0 dai nerazzurri.
"Credo che lo ero anche prima, qualcosa da giocatore ho vinto. Sono felice per i ragazzi, la società e i tifosi che ci hanno sostenuto dall'inizio. Hanno dovuto subire la narrativa dell'anno scorso, la delusione e lo sfottò. Questi ragazzi sono stati bravi a rimboccare le maniche, rinascere e trovare la motivazione giusta per fare una stagione competitiva. Pagina importante nella storia di questa grandiosa società."
"Avevamo l'obbligo di provare ad essere competitivi, poi la stagione è una maratona e per fortuna abbiamo fatto più punti di tutti. Abbiamo saputo reagire alla sconfitte e cercare l'obiettivo fino in fondo. Nei mesi di gennaio e febbraio, dove abbiamo fatto 14 vittorie su 15, abbiamo capito che potevamo farcela. Abbiamo superato l'eliminazione dalla Champions e la sconfitta nel derby, cercando di essere competitivi fino in fondo."
"Non voglio essere ipocrita, ma sto pensando alla finale di Coppa Italia. Giusto che i giocatori stiano in campo a festeggiare, oggi potevamo chiudere il discorso davanti ai nostri tifosi e ce l'abbiamo fatta. Merito loro e di questa società, che ha sempre cercato di dare conforto e quello di cui avevamo bisogno".
"Non parlo di me. Umanamente sono atipico, qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso di una questione di vita o di morte e ho perso l'ego. Cerco di capire i momenti per l'esperienza che mi sono fatto sulla gestione di un gruppo e di non fare errori che magari ho subito da giocatore. Ho cercato di essere empatico, umano e di non pensare a me stesso. Penso solo a quelli che mi vogliono bene e cerco di dare il massimo per loro. Magari tra un mese vengo messo in discussione, bisogna accettarlo con il sorriso e fare del nostro meglio. Anche il mio staff merita ringraziamenti".
"Sono grandi allenatori, hanno fatto la storia e ho solo da imparare da loro".