Chivu: "Scritta pagina importante di questa grandiosa società. Ora la Coppa Italia"

4 Maggio 2026
- di
Francesco Bastogi
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Il tecnico dell'Inter Cristian Chivu allo stadio Meazza Nerazzurrisiamonoi.it
Tempo di lettura: 2 minuti

Il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha concesso un'intervista ai microfoni di Dazn al termine della gara col Parma vinta per 2-0 dai nerazzurri.

Le parole di Chivu

E' nella storia dell'Inter, se ne rende conto?

"Credo che lo ero anche prima, qualcosa da giocatore ho vinto. Sono felice per i ragazzi, la società e i tifosi che ci hanno sostenuto dall'inizio. Hanno dovuto subire la narrativa dell'anno scorso, la delusione e lo sfottò. Questi ragazzi sono stati bravi a rimboccare le maniche, rinascere e trovare la motivazione giusta per fare una stagione competitiva. Pagina importante nella storia di questa grandiosa società."

C'è stato un momento in cui ha capito che l'Inter avrebbe vinto il campionato?

"Avevamo l'obbligo di provare ad essere competitivi, poi la stagione è una maratona e per fortuna abbiamo fatto più punti di tutti. Abbiamo saputo reagire alla sconfitte e cercare l'obiettivo fino in fondo. Nei mesi di gennaio e febbraio, dove abbiamo fatto 14 vittorie su 15, abbiamo capito che potevamo farcela. Abbiamo superato l'eliminazione dalla Champions e la sconfitta nel derby, cercando di essere competitivi fino in fondo."

Ora si godrà la festa?

"Non voglio essere ipocrita, ma sto pensando alla finale di Coppa Italia. Giusto che i giocatori stiano in campo a festeggiare, oggi potevamo chiudere il discorso davanti ai nostri tifosi e ce l'abbiamo fatta. Merito loro e di questa società, che ha sempre cercato di dare conforto e quello di cui avevamo bisogno".

Che merito ti riconosci?

"Non parlo di me. Umanamente sono atipico, qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso di una questione di vita o di morte e ho perso l'ego. Cerco di capire i momenti per l'esperienza che mi sono fatto sulla gestione di un gruppo e di non fare errori che magari ho subito da giocatore. Ho cercato di essere empatico, umano e di non pensare a me stesso. Penso solo a quelli che mi vogliono bene e cerco di dare il massimo per loro. Magari tra un mese vengo messo in discussione, bisogna accettarlo con il sorriso e fare del nostro meglio. Anche il mio staff merita ringraziamenti".

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"Sono grandi allenatori, hanno fatto la storia e ho solo da imparare da loro".

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