Zanetti: "Lautaro prima dell'Inter vicino all'Atletico. Sul Sassuolo..."

7 Maggio 2024
- di
Francesco Bastogi
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Il vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti esulta per la vittoria sul Milan nel derby
Tempo di lettura: 3 minuti

ZANETTI INTER CHAMPIONS SASSUOLO - Il vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti ha rilasciato un'intervista a 360° ai microfoni di Dazn dove ha parlato dei temi principali sui nerazzurri, dalla finale di Champions League della scorsa stagione alla recente sconfitta a Sassuolo.

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L'intervista a Zanetti

Cosa resta dopo lo scudetto?

"La felicità dei nostri tifosi e il percorso fatto. L'allenatore, i ragazzi e lo staff hanno fatto un grandissimo lavoro. La squadra è forte e con grandissima personalità hanno dimostrato di essere la più forte."

Inzaghi ha mai rischiato l'esonero?

"Non da parte nostra ma un momento di difficoltà c'è stato. Da parte del mister, ma anche di tutti noi, i risultati non arrivavano, specie in campionato."

La finale di Champions la svolta?

"Già aver raggiunto la finale è stato un grande traguardo. Siamo arrivati a giocarcela col Manchester City che tutti pensavano ci avrebbe battuto facilmente, invece ce la siamo giocata e potevamo anche vincere. Resta il rammarico ma ne siamo usciti con la consapevolezza di poter lottare per traguardi importanti."

Quanto ha inciso Inzaghi?

"Tantissimo. Ha dato serenità, calma e consapevolezza di essere una squadra forte. I ragazzi lo seguivano in tutto e si vedeva l'atteggiamento in ogni partita."

Sul cambio di ruolo di Calhanoglu

"Il mister gli ha proposto questa sfida e lui l'ha accettata. E' stato importante non solo in fase difensiva ma anche in quella realizzativa."

Come nasce l'operazione Thuram?

"Sono stati bravi Ausilio e Baccin che lo seguivano da molto tempo. Veniva da un infortunio al ginocchio, ma lo abbiamo aspettato perchè riponevamo grande fiducia in lui. Quando arrivi nel nostro campionato non è facile adattarsi, lui ci è riuscito subito e ha trovato questo feeling con Lautaro che è stato determinante."

Lautaro resta all'Inter?

"E' contento qui così come lo è la sua famiglia. Dimostra grande senso di appartenenza e ha ricoperto in modo esemplare il ruolo di capitano. Quando Milito lavorava al Racing lo seguivamo e ci parlavo spesso. Ausilio diceva che era forte, aveva 18-19 anni. Mi sorprese quando in una partita fece tre gol ma disse di non essere contento della sua prestazione. Era quasi certo il suo approdo all'Atletico Madrid, poi mi chiamò il suo procuratore dicendomi che c'erano dei problemi e se ancora interessati potevamo parlarne. Sono venuti a Milano poi Ausilio è andato dal Racing e ha chiuso."

Quanto è importante la società sul mercato?

"Il mercato dipende dalle possibilità che abbiamo. Per vincere serve una squadra anche fuori dal campo che lavori di pari passo. Quando il mister va in difficoltà come dicevamo prima, li la società deve supportarlo e aiutarlo a trovare soluzioni, se credi nell'allenatore lo fai sempre."

Come vivete il rapporto col presidente?

"Penso che il club sia in buone mani. Ci chiede sempre come vanno le cose ed era dispiaciuto di non poterci essere."

Sul mercato che verrà

"Se guardi la finale di Champions sembra non ci sia un gap ma non è così. Non possiamo competere con la Premier League quindi dobbiamo cercare di trovare giocatori funzionali al progetto e che sappiano giocare con pressioni e obiettivi. Tutti quelli che abbiamo preso ci hanno dato ragione, speriamo che chi arriverà arricchirà ulteriormente la squadra."

Ripensa mai a Madrid?

"Resta il rammarico perchè potevamo segnare quel gol sia all'andata che al ritorno. La Champions è fatta di dettagli, si impara molto."

A Inzaghi piacciono davvero i suoi attaccanti?

"Quello che dice è vero. Li utilizza tutti. Le partite sono tante e i tecnici hanno bisogno di tutti."

Sente ancora Icardi?

"Sappiamo come sono andate le cose. E' tanto che non lo sento. Lo rivedo volentieri quando viene qui a Milano."

Potete aprire un ciclo?

"Non dobbiamo aprire un ciclo, ne abbiamo iniziato uno al primo anno di Conte. Negli ultimi 4-5 anni abbiamo vinto tanto e la squadra si è mostrata molto competitiva."

Sullo scudetto del Milan

"Può capitare. Per loro era una grande occasione e sono stati bravi a guadagnarselo."

Più bello vincere da giocatore o da dirigente?

"Sono sensazioni diverse. Da fuori soffri di più. Io sono strafelice. Ti rende molto felice far parte di qualcosa."

Sente ancora Mourinho?

"Si certo. Mi è dispiaciuto per lui perchè so quanto tenga alle sue squadre. Non si aspettava di essere mandato via in quel modo...De Rossi comunque sta facendo un ottimo lavoro."

Si aspettava il Napoli così in basso?

"Non se lo aspettava nessuno. Io lo mettevo tra i protagonisti ad inizio anno."

Il giocatore che è migliorato di più?

"Sono sorpreso da Carlos Augusto, non lo conoscevo. E' molto intelligente, può giocare sia terzino che centrale e fisicamente non lo vedi mai in affanno. Mi piace molto Darmian che dove lo metti rende tanto. Frattesi ci ha mostrato la voglia che aveva di spazzare tutto tutte le volte che entrava. Fa parte delle sue caratteristiche."

Quando ha dato fastidio la sconfitta di Sassuolo?

"Ha dato fastidio a tutti noi. Il Sassuolo ha segnato e poi si è difeso molto bene. Noi le occasioni le abbiamo create. Ci teniamo a finire al meglio la stagione. I ragazzi erano arrabbiati."

Per il prossimo anno teme più Milan, Juventus o Napoli?

"Non so se si può parlare di paura. Rispetto per tutte e tre. La nostra grande sfida sarà riconfermarci, per quanto sia difficile."

Cosa sogna Zanetti?

"Poter alzare la Champions da dirigente."

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