Inter-Getafe, Torres ribadisce: "Non ci sarà nessuna partita a Milano. Permessi speciali? Si chiedono per cose gravi, non per una partita..."

11 Marzo 2020
- Di
Redazione NR
Tempo di lettura: 2 minuti

INTER GETAFE TORRES - Certamente Giovanni Malagò, il numero uno del CONI che oggi ha ribadito la centralità della salute rispetto al gioco del calcio, sottoscriverebbe in pieno le parole del Presidente del Getafe, Angel Torres. Il quale, dopo aver parlato ai media spagnoli, ha anche rilasciato una lunga intervista a Gazzetta.it. In cui esplicita ancora meglio il proprio pensiero. Ecco le sue parole.

Torres, contrario ad inviare la squadra per Inter-Getafe

"Prima di tutto viene la salute e noi abbiamo deciso di non viaggiare: che la partita sia rinviata o che sia spostata in altra sede, perché nessuno corra rischi inutili. Ora stiamo aspettando le risposte della UEFA e dell’Inter. Noi crediamo che prima del calcio venga la salute e rispettiamo questo principio accettando tutte le conseguenze. Io non chiedo un permesso speciale per mettere a rischio la salute della mia spedizione. I permessi speciali si chiedono per questioni urgenti, e una partita di calcio non risponde ad alcuna urgenza, può essere rinviata o spostata altrove. Non ha alcun senso. Il calcio è importante ma non imprescindibile, imprescindibile è la salute. Che la rinviino o decidano ciò che vogliono. Noi non viaggiamo. Se vogliono rinviare rinviino, se vogliono spostare la partita in un’altra città che lo facciano. Io capisco tutti ma non metto a rischio la salute della mia squadra".

Sulla posizione dell'Inter in merito al match

"Immagino che anche l'Inter sia d'accordo, no? È una questione di senso comune, di rispetto per gli esseri umani. Qualsiasi partita di calcio è meno importante della vita umana. Anche se non gioco contro l’Inter la mia vita continua. Cosa che non è altrettanto certa se mi prendo il Coronavirus. La UEFA può dire ciò che vuole, a me non m’interessa. Io ho passato tutta la vita senza giocare in UEFA e sono arrivato a 70 anni. Non gioco con la salute né con l’idea di mettere un buon numero di persone a rischio d’infezione. E comunque da un lato il governo spagnolo ha impedito i voli dall’Italia alla Spagna e dall’altro il governo italiano ha fermato tutto il calcio. E se hanno fermato il calcio non sarà per un capriccio penso, no? Sarà perché c’è un rischio effettivo di contagio. Non è una questione che riguarda il Getafe, è un tema mondiale e vanno accettate le conseguenze. Dev’essere la UEFA a spiegare che criterio vuole adottare in una situazione come questa".

Torres, ok al match con l'Inter in altra sede

"Sarebbe più logico spostare la partita altrove. Rinviarla e riprogrammarla in un’altra città fuori dall’Italia. Anche se penso che non sarà facile trovare un Paese che voglia accogliere due squadre che arrivano da una zona di rischio, che arrivano da due città con un alto numeri di contagi come Milano e Madrid. Magari tra 15 giorni le cose cambieranno. Intanto vediamo cosa succede oggi".

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