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Foto da Il Salotto del Calcio
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CORONAVIRUS CONTE – L’emergenza legata al Covid-19 non accenna a placarsi. Nè in Italia nè nel resto d’Europa e del mondo, dove altri paesi stanno vivendo solo da pochi giorni l’escalation del virus, che contagia sempre più persone. In Italia è stata una domenica drammatica: altri 368 decessi. Sono stati superati i 20mila contagi, con la sola Lombardia che conta oltre la metà dei 2mila decessi registrati finora in Europa. Il Premier Giuseppe Conte ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. In cui, con molto realismo, spiega la situazione ed i possibili scenari futuri.

Conte e l’emergenza Coronavirus

“Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio, saremo più efficaci nel contenere il virus. Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante dal Dopoguerra ad oggi”.

Sulle polemiche delle regioni contro il Governo

“Alimentare polemiche non è sterile, è folle. L’organizzazione della sanità è in mano alle Regioni. Non potendo, né volendo stravolgere il nostro assetto costituzionale, dobbiamo collaborare tutti insieme per rendere la risposta del sistema sanitario quanto più efficiente possibile. Bertolaso – l’ex capo della Protezione Civile sarà consulente speciale della regione Lombardia a titolo gratuito da oggi, ndr -non lo conosco di persona. Ma giudico positivo che la Regione sia affiancata da una persona che conosce la macchina organizzativa della Protezione civile. Ne uscirà agevolato il dialogo con la centrale che opera a Roma“.

Conte ed il modello Italia per fronteggiare il Coronavirus

“Dobbiamo attendere qualche settimana per verificare i risultati delle nostre decisioni, ispirate alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Per il resto non servono nuovi divieti, ora è importante rispettare scrupolosamente quelli che ci sono. Anche gli scienziati più qualificati hanno difficoltà a fare previsioni troppo specifiche. Il nostro obiettivo è contenere o quantomeno rallentare la velocità di diffusione del virus, in modo da avere la possibilità di gestire l’emergenza in un tempo più dilatato. Altri paesi, come Spagna e Francia, stanno seguendo il nostro modello”.

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