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LaPresse
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BRANCA INTERVISTA INTER – Tutti i tifosi nerazzurri si ricordano di Marco Branca, ex calciarore ma sopratuttto ex Direttore Tecnico dell’Inter dal 2003 al 2014, in piena era Moratti. L’ex dirigente nerazzurro ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Repubblica, affrontando temi inerenti all’Inter di oggi e di domani. Con qualche aneddoto sulla squadra vincente che contibuì a costruire. Ecco le sue parole.

L’intervista a Branca: le strategie dell’Inter di Suning

“Strategia giusta? Assolutamente sì. Lo scorso anno sono arrivati giovani molto interessanti come Barella e Sensi, ora è giusto cercare profili di maggiore esperienza. In questa stagione l’Inter ha una grande occasione per contendere il campionato alla Juve. Agnelli e i suoi dirigenti hanno fatto una bellissima scommessa a scegliere Pirlo. È un fuoriclasse e sono sicuro che farà bene anche in panchina, ma forse avrà bisogno di un periodo di adattamento. L’Inter deve approfittarne”.

Branca sulla prossima corsa Scudetto

“C’è anche il Napoli. Gattuso sta facendo un ottimo lavoro. Dipende da come saprà integrare i nuovi arrivi con il nucleo storico della squadra. Per le posizioni alte della classifica, poi, bisogna senz’altro tenere in conto la Lazio, da cui mi aspetto il solito ottimo campionato. E attenzione ai rossoneri”.

Branca su Conte

“Conte? Mi ricorda Roberto Mancini. Ha passione, partecipa emotivamente alle vicende della squadra, è un motivatore. Sono tratti di carattere positivi, che hanno il loro rovescio della medaglia. Come Mancini, Conte a volte si lascia trascinare in dichiarazioni e comportamenti che possono sembrare fuori dalle righe. Ma il valore di entrambi non si discute. Conte non ha comunque niente in comune con Mourinho. Nessun allenatore somiglia a José. Programma tutto. Dal campo, alla gestione del centro sportivo fino alla comunicazione, è inattaccabile. Crea una corazza a protezione della squadra. Prende decisioni giuste con una velocità sorprendente. È stato un vero privilegio lavorare con lui”.

L’intervista a Branca: la costruzione del Triplete nerazzurro

“La facemmo tutta con i soli soldi della cessione di Ibra al Barcellona. E radunammo un gruppo ultra motivato. Milito e Thiago Motta volevano dimostrare di meritare un grande club. Eto’o, che inseguivo da anni, voleva dimostrare al Barcellona di essersi sbagliato a cederlo. Pandev arrivò dopo mesi di punizione alla Lazio, in cui non vedeva il campo”.

Branca e la possibilità del sogno Messi-Inter

“Per operazioni così importanti, fino all’ultimo nulla è detto. Ma se lascerà il Barcellona, più probabilmente il prossimo anno, vedo avvantaggiato il Manchester City, dove incontrerebbe l’allenatore, il direttore tecnico e l’amministratore delegato del miglior Barcellona di sempre”.

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