Pirlo: "Da bambino ero tifosissimo dell'Inter"

6 Dicembre 2023
- Di
Kevin Martorano
Categorie:
Andrea Pirlo intervista sulla sua infanzia da tifoso dell'Inter
Tempo di lettura: 2 minuti

PIRLO INTER - Nel corso dell'intervista rilasciata ai microfoni di Radio TV Serie A di Alessandro Alciato, Andrea Pirlo ha parlato della sua infanzia a tinte nerazzurre, in quanto l'ex centrocampista si dice tifosissimo dell'Inter. Queste le sue parole.

Le parole di Pirlo

"Lucescu è stato il primo a portarmi in prima squadra, avevo 14 anni ed il mio primo ritiro l'ho fatto a 15 anni. Lui stravedeva per me, anche quando mi allenavo con i grandi aveva sempre un occhio di riguardo nei miei confronti. Verso di lui ho grande rispetto e lo ringrazierò per sempre per quello che ha fatto, non è da tutti. Non è da tutti. Mazzone invece è stato quello che ha dato il la alla mia carriera facendomi giocare in cabina di regia, mi diceva che ero il Falcao del Brescia. Da quel momento è iniziato tutto. Prima giocavo trequartista, a volte mezzala, ma ero sempre pronto a venire a prendere palla dietro".

Un'infanzia da tifoso dell'Inter

"Ero tifosissimo dell'Inter. Mio papà mi portava a Viareggio in vacanza e ogni tanto lì andava la squadra in ritiro. Andavo a chiedere gli autografi a Matthaus ed agli altri tedeschi, poi li mettevo in camera come dei poster. Ricordo poi lo Scudetto dei record di Trapattoni, che andai a festeggiarlo in giro per la città sventolando il mio bandierone".

Sul cambiamento quando ha giocato nell'Inter

"Quando inizi a giocare da professionista non tifi più la squadra che tifavi da bambino, pensi solo a fare il tuo lavoro. Certamente ero contentissimo quando ho firmato con l'Inter, ma poi nel corso della mia carriera ho tifato le squadre per cui ho giocato".

Sulla sua avventura in nerazzurro

"Le cose non sono andate benissimo, speravo di fare un percorso diverso. Però è la vita, che mi ha dato altre soddisfazioni. Non rinnego niente".

Se Lippi fosse rimasto all'Inter...

"Non lo so come sarebbero andate le cose, non si può sapere. Il destino è stato scritto in modo diverso, non ha senso pensarci".

Sulla felicità nella sua esperienza alla Reggina

"Sono stato tanto felice, ho vissuto dieci mesi bellissimi. Dopo il primo anno di Inter avevo voglia di andare a giocare per dimostrare il mio valore in Serie A, ed ho ritenuto che Reggio fosse la piazza perfetta per farlo. Mi sembrò la scelta giusta, ed alla fine si rivelò azzeccata".

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