Dumfries e la battaglia mentale: il recupero dall'operazione va meglio del previsto

13 Gennaio 2026
- di
Redazione NR
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Tempo di lettura: 2 minuti

Denzel Dumfries è tornato a parlare del suo percorso di recupero dall'infortunio alla caviglia rimediato il 9 novembre scorso durante la partita tra Inter e Lazio. Attraverso un lungo post su LinkedIn, l'esterno olandese ha condiviso dettagli sulla sua operazione alla sindesmosi e sulla battaglia mentale intrapresa per tornare in campo, rivelando che i tempi di rientro potrebbero essere più brevi del previsto.

Il racconto di Dumfries sull'infortunio

Inter-Lazio è finita con una vittoria per 2-0, ma per me intorno al 40° minuto è sembrata una pesante sconfitta. Un giocatore della Lazio è caduto con tutto il peso sulla mia caviglia. Dolore immediato e fortissimo, ma testardo come sono ho comunque provato a continuare a giocare. Alla fine sono riuscito a resistere per altri quindici minuti circa, finché nella ripresa ho dovuto lasciare il campo.

All’inizio ho pensato: passerà. Stringo i denti e poi torno a lavorare normalmente. Ma dopo alcune settimane passate a cercare di far guarire l’infortunio con le mie forze, ho capito che qualcosa non andava. Non era una buona sensazione e non passava da sola. A quel punto l’operazione alla sindesmosi è diventata inevitabile.

Ora sono passate quattro settimane. Grazie al duro lavoro le cose stanno andando davvero bene e sembra che io possa rientrare prima del previsto. Dal momento in cui ho saputo che avrei dovuto operarmi, ho capito che questa sarebbe stata soprattutto una grande battaglia mentale. Non fisica, ma mentale.

Accettare il processo e prendersi il tempo necessario per recuperare bene sono state le mie sfide più grandi. Essere costantemente concentrato sul quadro generale, imparando allo stesso tempo ad apprezzare e riconoscere i piccoli passi. Allenamenti che normalmente sono scontati e sui quali non ti soffermi a pensare ai progressi, sono diventati improvvisamente tasselli di un puzzle che dovevano incastrarsi alla perfezione.

L’obiettivo finale è sempre rimasto lo stesso: tornare prima di quanto la gente si aspetti. Denzel resta Denzel - sempre alla ricerca dell’inaspettato. Ma lavorare duro e basta, come sono abituato a fare, improvvisamente non era più la soluzione. La combinazione di riposo, accettazione e duro lavoro si è rivelata la vera medicina.

Non puoi andare più veloce della natura, ma puoi imparare ad abbracciarla. Questo processo mi ha insegnato molto e continua a insegnarmi ogni giorno. Grato per questo percorso, torno a lavorare perché non siamo ancora arrivati in fondo. Spero di rivedermi presto in campo.

Un felice e sano 2026 a tutti.

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