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LaPresse
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MILAN INTER SEEDORF – Oggi a San Siro si giocherà uno dei derby di Milano più importanti degli ultimi anni. Tra i tanti protagonisti che hanno avuto l’onore e il privilegio di giocare sia per l’Inter che per il Milan c’è Clarence Seedorf. L’olandese è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport e queste sono le sue parole riguardanti i nerazzurri e il derby.

Seedorf e il Derby: sull’energia dei tifosi

“Il senso lo decidono i tifosi in base a come lo vivono, e per loro è sempre derby. Anzi, senza poter essere allo stadio ha anche più peso. L’energia del dodicesimo uomo in campo non è un modo di dire: ora lo vivono ancora più intensamente proprio perché non possono dare questa spinta”.

Sul ruolo di squadra favorita

“Essere primi è sempre meglio: sbagli e sei comunque lì, se sei secondo non puoi più sbagliare. Ma hanno talmente fiducia entrambe che oggi non cambia tanto: sono ancora molto vicine”.

Sull’Inter, concentrata sul campionato

“Le grandi squadre devono essere pronte a stare dentro a tutto. Può essere un vantaggio dal punto di vista fisico, gestisci meglio il recupero dei giocatori, ma non è detto: se sei abituato a giocare ogni tre giorni, mentalmente resti sempre “acceso”. Il Bayern che di solito vince il campionato a gennaio a volte non è arrivato in fondo in Champions. L’Inter è stata seconda per tutto il campionato e ora è prima: è la foto di una squadra che ha trovato continuità di risultati per tutta la stagione”.

Milan ed Inter: dipendenti da Ibra e Lukaku

“Qualità personali e rendimento: è naturale un po’ di dipendenza mentale. Ma le squadre hanno un modo di giocare consolidato e si è visto anche senza di loro, che sono il ritocco che le rende migliori”.

Seedorf, le parole su Eriksen

“Essere flessibile è necessario per un allenatore esperto come Conte, in una squadra importante come l’Inter. Di Eriksen avevo detto mesi fa che serviva pazienza: a tanti giocatori importanti è stato necessario avere tempo. Certo, poter decidere di volta in volta se utilizzare uno così è un bel problema: di lusso”.

Su Barella e Tonali

“Barella è fra quelli più in forma: per dire migliore va visto il rendimento di tutto un anno, se non di anni. Per Tonali forse le due cose hanno finito per coincidere: è molto giovane, gli serve tempo anche per trovare un proprio equilibrio”.

Su Handanovic

“Io vedo Buffon giocare ancora, e bene… Le grandi squadre devono avere un secondo portiere che è un primo, ma l’età è solo un numero: finché ha motivazioni e fisicamente sta bene, l’Inter deve tenerselo stretto”.

Sulle difficoltà di Suning

“Suning è un gruppo serio: a quanto sento vuole vendere, ma non ha abbandonato l’Inter. Altrimenti i risultati ne avrebbero risentito”.

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