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TRIPLETE INTER – Un simile trionfo era impensabile. La stagione 2009/10 dell’Inter iniziava con premesse tutt’altro che positive, a cominciare dalle incertezze derivanti da un mercato estivo che aveva cambiato il volto della squadra. L’addio di Zlatan Ibrahimovic, che aveva caratterizzato gli ultimi successi, aveva portato all’arrivo di Samuel Eto’o, Milito, Thiago Motta, Lucio e Sneijder acquistati nella stessa sessione di mercato. Eppure, quella si rivelerà l’annata più gloriosa della storia nerazzurra, quella che porterà al Triplete.

Triplete Inter: lo scudetto

Le prime uscite dell’Inter non sono incoraggianti: il calcio d’agosto fa sfumare il primo trofeo della stagione, la Supercoppa Italiana, persa a Pechino contro la Lazio. Il campionato comincia a San Siro, dove i nerazzurri ricevono il Bari, eppure non vanno oltre il pari. Il calendario della Serie A piazza il derby alla 2^ giornata e segna una scossa decisiva: il poker rifilato al Milan è una dimostrazione di forza e un messaggio a tutte le altre rivali per il titolo. Il lavoro quotidiano di José Mourinho comincia a produrre i dividendi sperati, settimana dopo settimana. Dopo l’ottavo turno, l’Inter è in vetta alla classifica in solitaria e conquista 16 punti nelle successive sei partite che le valgono un allungo importante. Nonostante la sconfitta in casa della Juventus, i nerazzurri chiudono in testa il girone d’andata. Tuttavia, nelle prime sei giornate di ritorno, arrivano soltanto due successi di cui uno nuovamente contro i rossoneri e in doppia inferiorità numerica. Mourinho dirà: “Abbiamo dimostrato tutto, potevamo perdere questa partita solo in 6, era l’unico modo per perderla, perché in 7 la vincevamo”.

La corsa finale verso la vittoria del campionato

Il rallentamento fa avvicinare gli avversari, su tutti Roma e Milan. I giallorossi tengono il passo e trovano addirittura il sorpasso: dopo aver vinto lo scontro diretto all’Olimpico per 2-1, la squadra di Ranieri approfitta del pareggio dell’Inter con la Fiorentina. Ma a quattro giornate dalla fine, i nerazzurri tornano in testa in seguito al clamoroso ko interno della Roma con la Sampdoria e alla contestuale vittoria sull’Atalanta. Da quel momento, non si sbaglia più e il 16 maggio la rete di Milito a Siena proclama l’Inter campione d’Italia.

La Coppa Italia

In Coppa Italia, l’Inter conobbe un solo risultato: la vittoria. Il percorso iniziò contro il Livorno, agli ottavi di finale: a San Siro i nerazzurri vinsero di misura con la rete di Sneijder. Al turno successivo, sempre in gara secca, l’avversario era la Juventus. I bianconeri passarono in vantaggio con Diego, ma nel finale Balotelli firmò il 2-1 che valeva l’accesso alle semifinali. Il doppio confronto con la Fiorentina si concluse con lo stesso risultato: 1-0. A Milano segnò Milito, a Firenze ci pensò Eto’o. La finale era contro la Roma, che nel frattempo lottava con i nerazzurri anhe per la vetta della classifica. Ma un guizzo del Principe a fine primo tempo fu il sigillo al primo trofeo della stagione, dando così tutto un altro senso al 5 maggio.

Triplete Inter: la Champions League

Le difficoltà iniziali furono ben visibili soprattutto in Europa. Nel girone di Champions League, l’Inter venne inserita nel gruppo di Barcellona, Rubin Kazan e Dinamo Kiev. Le prime tre giornate finirono tutte con un pareggio. Contro gli spagnoli arrivò una sconfitta al ritorno, ma i successi in Ucraina e a Milano contro i russi permisero ai nerazzurri di qualificarsi agli ottavi. Mourinho si trovò ad affrontare il Chelsea, sua ex squadra. All’andata a San Siro, Milito e Cambiasso risposero al gol di Kalou, mentre allo Stamford Bridge Eto’o divenne il giustiziere dei Blues. Più agevole il doppio confronto dei quarti di finale col CSKA Mosca, che incassò un doppio 1-0. Alle semifinali, l’Inter ritrovò ancora una volta il Barcellona. La spinta del Meazza lanciò i nerazzurri verso lo storico successo per 3-1 dell’andata. Ma fu il ritorno giocato in inferiorità numerica a diventare la gara simbolo di una squadra che riuscì ad andare oltre i propri limiti.

Le parole di Mourinho prima della semifinale e la conquista del Triplete

Mourinho disse prima di quella partita: “Vogliamo inseguire un sogno. Ma una cosa è inseguire un sogno e un’altra cosa è inseguire un’ossessione. Per il Barça è un’ossessione. Il nostro sogno è più puro di questa ossessione. Il sogno riguarda l’orgoglio. I nostri giocatori sono orgogliosi di arrivare alla finale a Madrid”. Ai blaugrana non bastò il gol di Piqué e per l’Inter arrivò la meritata finale. Al Bernabeu salì in cattedra Milito, che stese i tedeschi del Bayern Monaco con una doppietta e mise la firma su un’impresa grandiosa: il Triplete dell’Inter.

S.M.

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