Vecchi: "Non abbiamo ancora capito cosa serve per stare in C. Mancati mentalità e atteggiamento"

21 Febbraio 2026
- di
Carlo Alberto Gamba
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Vecchi in conferenza stampa post Renate Inter U23 (21 febbraio 2026)
Tempo di lettura: 2 minuti

SERIE C RENATE INTER U23 CONFERENZA STAMPA VECCHI - A pochi istanti dalla conclusione della sfida di campionato persa contro il Renate, il tecnico dei milanesi Stefano Vecchi ha commentato l'esito della sfida in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni raccolte da Nerazzurrisiamonoi.it, presente allo stadio Mino Favini di Meda (Monza e Brianza).

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Renate Inter U23, le parole di Vecchi in conferenza stampa postpartita

Continua il vostro periodo di forma complicato e ancora una volta si segnalano reti subite per vostre leggerezze. Come analizza la partita?

"Sul primo gol andava sicuramente gestita meglio la palla e sul secondo, forse, c'era la possibilità di interrompere l'azione con un fallo. Abbiamo approcciato malissimo i primi 20-25 minuti: non esiste andare in campo con questa leggerezza, questa sufficienza e questa superficialità. Vuol dire che non si è ancora capito cosa serve in questa categoria per vincere le partite. Il Renate è stato spiegato, fatto vedere mille volte, poi invece di andare in campo e approcciare la partita con lo spirito da battaglia giochiamo in punta di piedi, ed era giusto andare sotto. Poi la partita l'abbiamo raddrizzata, ma sul secondo gol con quella palla persa forse andava messo rimedio fermando l'azione, ma anche queste malizie non le abbiamo imparate. Per questo è una sconfitta che dà fastidio, quando si fanno 95 minuti con l'atteggiamento giusto è un conto, se si gioca con sufficienza e si regalano minuti agli avversari in questa categoria non ti perdonano".

All'inizio della ripresa si è segnalato un buon atteggiamento da parte vostra per recuperare. Si può ripartire da quello?

"Anche alla fine del primo tempo abbiamo avuto occasioni, ad esempio delle palle rimpallate nella loro area di rigore. Però non si può giocare regalando 25-30 minuti, vuol dire che non ci sono atteggiamento e mentalità giusti. La partita poteva anche finire in parità, e ci poteva stare. Ma non c'è ancora la consapevolezza di quello che stiamo facendo. Se ci si accontenta di fare un campionato nella normalità, a me non sta bene".

Cosa può dirci della situazione infortunati?

"Le assenze non ci devono interessare, ci sono 25-30 ragazzi che vogliono mettersi in mostra, ma non è quello di oggi il modo giusto".

Le prestazioni di Berenbruch stanno progressivamente crescendo. Come valuta il suo periodo di forma?

"Ha iniziato la stagione ad handicap con un infortunio e adesso sta prendendo fiducia e minutaggio. Sicuramente è stato uno dei più positivi, ma ripeto: quei minuti iniziali non sono accettabili da parte di nessuno. Siccome in campo vanno con le nostre indicazioni, sono ancora più inca***to perché le indicazioni le diamo. Probabilmente dobbiamo fare qualcosa di diverso: questo è colpa mia e devo trovare i modi per riuscire a farli andare in campo con più veleno".

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