MARANI - Matteo Marani ha parlato a Tuttosport: "La prima domenica di ripartenza dopo la cocente eliminazione italiana dal Mondiale, può scrivere molto del campionato. Conclusi ieri gli esami per la lotta salvezza, tra pomeriggio e sera si giocano due gare decisive. Il Napoli sarà a Bergamo senza Osimhen per una partita insidiosa, Juve e Inter spareggeranno stasera per l’ultimo posto dietro a Milan - impegnato domani in casa con il Bologna, sulla carta il duello più semplice - e Napoli".
"La sfida di stasera a Torino, già importante di per sé perché nulla viene prima del Derby d’Italia per interessi e ascolti, segna stavolta un incrocio speciale. Negli ultimi tre mesi, nerazzurri e bianconeri hanno ribaltato i loro mondi. Il 5 febbraio, a un quarto d’ora dal termine del derby, l’Inter si trovava con un vantaggio potenziale di 10 punti sulla seconda. In pratica, aveva quasi vinto lo scudetto. Da quella partita, su 9 match la squadra ne ha vinti appena due, con Genoa e Salernitana, penultima e ultima della classifica. Se era pensabile che Inzaghi rallentasse dopo lo straordinario avvio, che lo aveva portato a migliorare Conte, era impensabile che si limitasse a 7 punti nelle ultime 7 partite. Un frano più che un freno. Stasera, come è ovvio e comprensibile, non c’è in ballo solo la seconda stella interista. Ma anche il futuro di Simone, che pure ha lavorato bene e ha dimostrato di uscire con onore contro il Liverpool".