INTER JUVENTUS INZAGHI ALLEGRI
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INTER JUVENTUS INZAGHI ALLEGRI – Simone Inzaghi contro Massimiliano Allegri: atto quarto. Quella in programma mercoledì sera non è una partita banale, come le altre. E’ una finale. O per meglio dire, è un derby d’Italia inserito in una finale. Quasi un inedito nell’ultimo atto della Coppa Italia. Ma non una sfida inconsueta tra i due allenatori, i cui destini si sono incrociati non solo sul rettangolo verde ma anche in sede di trattativa.

Juventus – Inter: i precedenti tra Inzaghi e Allegri

Nereo Rocco contro Helenio Herrera. Lippi contro Trapattoni. Arrigo Sacchi contro Alberto Bigon. La sfida tra Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri merita di essere catalogata in questo alveo di epiche battaglie. Sono ben 12, infatti, i precedenti tra il piacentino e il livornese, con un bilancio nettamente a favore di quest’ultimo: 7 vittorie dell’allenatore della Juventus, un solo pareggio e 4 vittorie di quello dell’Inter.
Il primo incontro, datato aprile 2016, finì nettamente a favore di ‘Max’. La Lazio di ‘Inzaghino’ era ancora un cantiere e Mandzukic e Dybala non faticarono a metterla al tappeto. Per vincere la prima sfida della serie, invece, Inzaghi dovette aspettare la Supercoppa Italiana 2017, quando in una pazza partita Immobile e compagni stesero per tre reti a due la ‘Vecchia Signora’. Ed è proprio grazie a questo trionfo che è possibile analizzare un altro aspetto dell’ormai classica gara tra i due: il bilancio nelle finali. Guardando solamente agli atti conclusivi di una competizione, infatti, l’interista guarda dall’altro lo juventino con due vittorie a una. Merito di Sanchez, e di quel gol al minuto 120′ che fece esplodere San Siro e regalò la terza Supercoppa all’ex tecnico biancoceleste.

Filosofie a confronto: Inzaghi contro Allegri

Ormai li conosciamo. Massimiliano Allegri e Simone Inzaghi sono due pesi massimi del training calcistico ‘made in Italy’. Chi decide di avvalersi dei loro servigi sa esattamente cosa si porta a casa. Risultatista lo juventino, più giochista l’interista, per restare in un tema caldo alle cronache sportive italiane degli ultimi anni. Ma entrambi vincenti. Già alla Lazio, infatti, Inzaghi sembrava nato per allenare una squadra grande e ambiziosa. E, sfruttando anche il lauto lavoro lasciato in eredità da Antonio Conte, non ci ha messo molto ad avvalorare quest’idea. Con la sua ossessione per l’equilibrio, venata da una flessibilità a dir poco camaleontica, il nativo di Piacenza ha convinto la San Siro nerazzurra con un’idea di gioco semplice ed efficace. Linea d’attesa bassa, circolazione di palla volta ad attirare il pressing avversario e fulminei rovesciamenti di fronte: così ha persuaso campioni del calibro di Lautaro Martinez, Calhanoglu e Barella della bontà del suo progetto.
Più semplice per certi versi, ma al contempo imprevedibile e inaspettato è stato il ritorno di Allegri alla Juventus. Due anni dopo aver provato a lanciarsi nel mondo del bel gioco, la ‘Vecchia Signora’ si è decisa a tornare ad antichi pensieri pedatori. Quelli del buon ‘Max’, nello specifico: la prima voce anti-giochista e anti-intellettuale del nostro movimento. Lungi dall’essere un tecnico votato al tatticismo, il livornese ha riportato così tra il bianco e il nero pragmatismo e concretezza, dandosi, in una stagione costellata dagli infortuni, la possibilità di incamerare un nuovo titolo.

Inzaghi & Allegri: destini incrociati

Fa strano, infine, pensare che Allegri e Inzaghi questa partita l’avrebbero potuta giocare a panchine invertite: Massimiliano su quella nerazzurra e Simone su quella bianconera. “Juventus? In questi anni ci sono state richieste, non lo nego – rispondeva l’ex Lazio a luglio in conferenza stampa – ma non era il momento di cambiare”. CTRL+C, CTRL+V, copia e incolla di quanto raccontato dal tecnico juventino alla vigilia di Inter-Juventus, 9° giornata di Serie A TIM: “In due anni acqua sotto i ponti ne è passata tanta – disse – mi hanno accostato a una panchina piuttosto che a un’altra. Ma alla fine ho fatto la scelta della Juventus e sono contento”.

Il valore della Coppa Italia per Inter e Juventus

Insomma, pochi allenatori nella storia della competizione, e più in generale nell’ultimo decennio del calcio italiano, sono stati protagonisti come loro: Allegri e Inzaghi amano la Coppa Italia. Quattro finali, tutte vinte, il primo. Due finali, dal duplice risultato, il secondo. Difficile dire chi la spunterà. La certezza sta nelle motivazioni. Nonostante l’Inter sia impegnata anche in una serrata corsa Scudetto, vincere aiuta a vincere: perciò i nerazzurri, guidati dal comandante piacentino, proveranno ad affogare definitivamente le speranze dei rivali, che vedono nella Coppa Italia un salvagente ultimo per ritoccare il record di 10 anni consecutivi con almeno un trofeo in mano.
Dunque, Inter contro Juventus, Inzaghi contro Allegri: a voi la sfida.

Articolo a cura di DANIELE IZZO

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