Inter Club Ukraine: "La nostra vita in guerra. Skriniar e Barella sono i nostri idoli"

13 Marzo 2022
- di
Redazione NR
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Tempo di lettura: 6 minuti

INTER CLUB UKRAINE - Ritorna l'appuntamento di NerazzurriSiamoNoi con la rubrica dedicata ai club in giro per il mondo legati alla Beneamata. Oggi vi raccontiamo la storia dell'Inter Club Ukraine. Ringraziamo il suo vice-presidente, Bogdan Marchenko, per la disponibilità e per la voglia di raccontare la sua passione per l'Inter, in un momento drammatico per la sua nazione.

Ciao Bogdan, prima di tutto: come stai, dove sei e cosa sta succedendo in questo momento?

"Sono nella parte occidentale dell'Ucraina, a Leopoli, un luogo tranquillo dove non stanno ancora bombardando. Nel resto del Paese, invece, piovono bombe. Io vivo a Kiev, la capitale, dove la situazione è drammatica, come nella città natale, Černivci, che ormai è per metà distrutta. Sempre più persone stanno scappando verso altri paesi come la Polonia. Non avremmo mai immaginato che potesse accadere una cosa del genere nel nostro paese. Pensavamo che la guerra fosse lontana da noi, in paesi come l'Afghanistan o da altre parti. Ma adesso è la nostra realtà, ed è un incubo tremendo".

Credi che il calcio possa unire le persone in un momento così drammatico?

"Sì, ne sono certo. Il calcio è il più grande sport del mondo e riesce ad unire milioni di persone. Inoltre lo sport è sempre dalla parte della pace. Noi, da diversi giorni stiamo facendo girare un solo motto sui social: "Make football, not war". Quello che possono fare i paesi e gli appassionati di calcio è diffondere più notizie possibili e sensibilizzare i governi e l'opinione pubblica a reagire contro la guerra, proprio come state facendo voi di NerazzurriSiamoNoi. Non possiamo fare molto, ma possiamo farci sentire. Ogni parola detta in favore della pace ha grande valore così come sono molto importanti tutti i dollari donati per le vittime di guerra. Solo davanti ad una grande reazione popolare i governi potranno cambiare le loro politiche".

Da quale organizzazione state ricevendo maggiore solidarietà in questo momento?

"Stiamo ricevendo grande solidarietà dalle Nazioni Unite, dai paesi dell'UE e dagli Stati Uniti. La maggior parte degli stati confinanti con l'Ucraina, a cominciare dalla Polonia, stanno cercando di aiutarci con donazioni umanitarie e sostegno militare. Non ne sono sicuro, ma credo che la maggioranza dei paesi occidentali ci stia dando una grande mano. Ci sono volotari provenienti da tutto il mondo".

Ci sono anche volontari italiani?

"Sì, ci sono tanti volontari italiani che, insieme ai cittadini Ucraini residenti in Italia, ci stanno dando grande sostegno. Il vostro paese sta ospitando i rifugiati iniseme a tutti gli altri stati europei. Sono convinto che ogni nazione possa fare di più, magari inviando nuove armi e altre truppe. Tutti dovrebbero fare il massimo sforzo per fermare l'avanzata russa e far finire presto la guerra. Da noi ogni giorno muoiono dei civili, stanno facendo delle evacuazioni spararando contro i cittadini in fuga e uccidendo bambini innocenti. Sarebbe giunta l'ora di fermare questo conflitto".

Come è nata la tua passione per l'Inter?

"Sono diventato tifoso dell'Inter nel 2009, un anno prima della conquista del Triplete. Abbiamo iniziato in un piccolo pub a Kiev nei primi anni di vita dei social media. In seguito abbiamo cercato di radunare sempre più tifosi per guardare le partite. Dopo la vittoria della Champions League nel 2010 siamo cresciuti in maniera molto rapida fino a quando, nel 2019, ci si siamo registrati ufficialmente come Inter Club".

Cosa ne pensi del discorso di Shevchenko prima del derby di Coppa Italia?

"Shevchenko è un simbolo dell'Ucraina, parla sempre molto e per noi è importante. Gli italiani lo conoscono bene e sanno che è un orgoglio del nostro calcio. Anche se è stato un giocatore del Milan, quasi tutti gli interisti ucraini lo rispettano. Durante il derby siamo sempre stati avversari, ma solo sul campo, fuori dal rettangolo verde è apprezzato da tutti. Il suo discorso è stato molto emozionante, qualche giorno prima aveva rilasciato un'intervista in Italia dove era quasi scoppiato a piangere per la situazione in Ucraina".

Sei mai stato a Kiev a seguire l'Inter?

"Kiev è la mia città, ma l'ho lasciata appena ho saputo le prime notizie sulla guerra. Ho avuto la fortuna di vedere l'Inter nel 2009 quando abbiamo battuto 2-1 la Dynamo Kiev. È stata una grande partita, noi siamo andati nel settore ospiti con molti ragazzi italiani e alla fine della gara ci siamo abbracciati per festeggiare la vittoria. È stato un momento magico che mi ricorderò per tutta la vita".

Credi che il mondo dello sport stia facendo abbastanza per contrastare l'aggressione di Putin?

"Io penso che non stia facendo abbastanza. Noi ci aspettiamo che l'Inter condivida più post contro questa guerra. Capiamo la parte commerciale a cui deve badare ogni società, i proprietari dei club hanno relazioni importanti in tutto il mondo e perciò non possono esporsi perchè potrebbero avere dei problemi. Io credo però che l'aspetto commerciale debba passare in secondo piano in un momento del genere. Ora la prorità deve essere fermare la guerra e salvare delle vite umane. Sarei felice se ogni società di calcio prendesse posizione a favore della pace, anche a costo di perdere dei soldi".

Qual è il tuo giocatore preferito? dove può arrivare l'Inter di Inzaghi?

"Il mio giocatore preferito della storia dell'Inter è stato senza dubbio Javier Zanetti. Nell'Inter di oggi mi piacciono tutti, ma quelli che amo di più sono Milan Skriniar e Nicolò Barella, in entrambi vedo lo stesso spirito che vedevo in Zanetti quando giocava. Sono giocatori che vogliono lottare per la nostra maglia e non vedono nell'Inter un punto di partenza, ma la squadra del loro cuore. Quest'anno possiamo vincere sia lo Scudetto che la Coppa Italia, in caso di vittoria del titolo potremmo raggiungere un grande traguardo come la seconda stella. Abbiamo giocato molto meglio in Champions League rispetto agli anni passati e di questo sono contento. Nelle due gare contro il Liverpool abbiamo giocato molto bene anche se il risultato non ci ha premiato. Credo che con l'eliminazione dalla Champions saremo più freschi e potremo concentrarci meglio sui nostri due obiettivi stagionali. Ho grande fiducia nella nostra Inter e mi auguro che possa vincere ancora".

Ti saresti mai aspettato di entrare in guerra contro la Russia?

"Non mi sarei mai aspettato che potesse scoppiare una guerra di questo genere. Il primo giorno è stato un vero shock, non sapevo cosa fare e dove andare. Dopo un po' di giorni ho preso coraggio e ho iniziato a ragionare in modo più razionale, così come tanti altri ucraini. Molte persone che nei primi giorni volevano scappare hanno deciso di restare per combattere contro l'invasore".

Ci sono comunità russe in Ucraina?

"Sì, ci sono molti russi che vivono in Ucraina. Personalmente non ne conosco tanti nel mio giro di amici però una parte della mia famiglia, tra cui mio padre, vive ed è residente in Russia. Da sempre gli ucraini e i russi convivono insieme".

Credi che questa guerra sia voluta solo dal governo russo?

"Solo in parte, perchè purtroppo il 71% dei russi sostiene il regime di Putin. In televisione la propaganda lavora tutti i giorni per esaltare le gesta dell'eserciro russo e per censurare tutte le parole contro la guerra. La maggioranza dei cittadini non ha accesso ai social media e perciò non può trovare la verità. In secondo luogo, io credo che i russi abbiano paura di dire liberamente quello che pensano, perchè se si permettono di contestare le decisioni del loro governo rischiano di finire in galera. Io mi chiedo: è meglio finire in galera o passare quello che stiamo passando noi in Ucraina? Se tutti avessero il coraggio di protestate le cose potrebbero cambiare, noi l'abbiamo provato qualche anno fa con le proteste di piazza. Solo i cittadini possono contribuire a fermare questa tragedia, ma purtroppo in tanti preferiscono credere alle bugie della propaganda di guerra".

Cosa ti aspetti dal futuro dell'Ucraina? saresti pronto a lasciare il paese se la situazione dovesse peggiorare?

"Adesso la nostra nazione è più unita che mai. Ognuno è pronto a combattere, dai giovani alle donne fino ad arrivare ai più anziani. Vogliamo vincere e fermare questa guerra, sentiamo il supporto finanziario e materiale degli altri paesi, ma vogliamo ribellarci da soli all'invasione nemica e riprenderci la nostra indipendenza. La situazione economica in tempo di guerra è sempre molto difficile, ma non vogliamo lasciare niente ai russi, anche se i loro mezzi sono superiori ai nostri. Non possiamo andare via, dobbiamo difendere la nostra libertà e lotteremo fino alla fine".

Cosa ne pensi del messaggio del presidente Zelensky?

"Supporto molti dei suoi messaggi. Ha voluto rimanere a Kiev per stare vicino alla sua gente e all'esercito, anche durante i bombardamenti. Agli occhi della popolazione ha dimostrato di essere forte e di avere molto coraggio. In passato ha fatto molti errori come politico, il suo partito non è il massimo che si possa desiderare, ma questa guerra ha cambiato tutto: ora in lui il popolo vede un patriota che difende la sua gente dall l'invasione straniera. Ha avuto un passato da attore comico ma adesso è un eroe nazionale".

Chi pensi che possa portare la pace in Ucraina?

"Noi vogliamo che la Nato e le nazioni europee proteggano il nostro cielo dagli attacchi dei russi. L'hanno già fatto in Siria ma hanno paura che Putin possa usare delle armi nucleari e scatenare una guerra mondiale. Noi abbiamo bisogno di aiuti militari da parte dell'occidente per resistere contro le barbarie dell'esercito russo. Putin non intende fermarsi, vuole occupare l'Ucraina e in futuro si spingerà verso altri paesi".

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