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INTERVISTA FABIO GALANTE – Fabio Galante è stato uno dei difensori più storici nella storia dell’Inter. Attualmente l’ex giocatore è un osservatore per il club nerazzurro, dimostrazione del fatto che questi colori sono rimasti nel cuore di Galante. In occasione del suo 47esimo compleanno ha risposto all’intervista dei microfoni di Radio Nerazzurra.

L’inizio con l’Inter

“Mio papà era interista a differenza di mia mamma che non si interessava al calcio, mio fratello era juventino fino a quando non ho iniziato a giocare per l’Inter. Il mio primo ricordo con il club nerazzurro è il giorno della mia presentazione, arrivò alla Pinetina e ricordo che Mazzola, Facchetti e Moratti mi aspettarono a braccia aperte. Poi a 23 anni giocare in una squadra così forte era un sogno. Nei ritiri mi piaceva molto dormire da solo ma è capitato di girare molte stanze con diversi compagni.”

Lo zio Bergomi

“Beppe è stato importante per me perché riusciva a farti capire l’importanza di essere all’Inter, i valori e lo stato di appartenenza. Mi ha dato molti consigli e io a mia volta ho ricambiato ringiovanendolo e per lui è stato importante perché gli ho fatto giocare un mondiale a 35 anni. Ammetto che è stato anche un buon autista, ogni mattina passava a prendermi per andare all’allenamento insieme.”

Ronaldo il fenomeno

“Ronaldo è uno dei giocatori più forte della storia del calcio. Con il suo carattere andava d’accordo con tutti ma fin dal primo giorno con me ha instaurato un rapporto speciale, si faceva voler bene con il suo comportamento. Nonostante la sua bravura era sempre a disposizione di chiunque, non si arrabbiava mai con nessuno, è stato un esempio per tutti. All’epoca eravamo giovani ed entrambi fidanzati e spesso andavamo a cena fuori insieme. Ronaldo ha visto in me un ragazzo sincero e buono che non stava vicino a lui per il suo nome. Quella squadra era davvero troppo forte.”

Gigi Simoni

“Nel momento che purtroppo è venuto a mancare abbiamo parlato tanto di lui. Aveva creato una famiglia grazie al suo modo di fare e di porsi nei nostri confronti. Gestire grandi campioni non è affatto facile, è vero che Ronaldo si metteva a disposizione della squadra e viceversa ma l’allenatore deve essere bravo a gestire qualsiasi situazione. Gigi riusciva a far sentire Ronaldo il più forte ma non il più superiore, questo ha fatto la differenza. Spiace aver vinto solo una coppa Uefa, si sarebbe potuto fare di più.”

Delusioni e gioie nerazzurre

“Andare via dall’Inter nel momento più grande della mia carriera è stata la mia delusione più grande. Moratti ammette sempre che il suo errore più grande nei suoi anni di presidenza nerazzurra è stato esonerare Simoni che di conseguenza ha rotto tutto il gruppo che si era creato. L’aver giocato con grandi campioni e aver vinto una coppa Uefa sono la mia più grande soddisfazione insieme all’essere riconosciuto dai tifosi per aver giocato in quella grande Inter.”

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