Chivu: "Barella e Calhanoglu sono a disposizione"

13 Febbraio 2026
- di
Redazione NR
Categorie:
Condividi:
Cristian Chivu
Tempo di lettura: 5 minuti

CHIVU CONFERENZA STAMPA INTER JUVENTUS - Il tecnico dell'Inter Cristian Chivu è intervenuto in conferenza stampa per presentare la gara contro la Juventus in programma domani sera a San Siro e valida per la giornata 25 di Serie A 2025-2026. Di seguito le sue dichiarazioni.

SEGUI NERAZZURRISIAMONOI.IT ANCHE SU FACEBOOK

La conferenza stampa di Chivu alla vigilia di Inter Juventus

Crescita e identità della Juventus

"È una squadra migliorata quella della Juve con l’arrivo di Luciano, gli ha dato identità in poco tempo. Individualmente vedo anche giocatori migliorati, una squadra che mette in difficoltà chiunque e che ha avuto sempre una crescita importante. Noi continuiamo a sperare che le prestazioni saranno di buon livello, con lo stesso spirito e determinazione degli ultimi due mesi".

Una sfida dal valore simbolico internazionale

"L’unica differenza con altre partite è che questo tipo di partite, dal punto di vista della motivazione, trovi sempre qualche stimolo in più. La sfida è trovare le stesse motivazioni anche quando affronti una squadra che sulla carta è inferiore. E’ una partita importante, riconosciuta a livello mondiale. Per quello che rappresentano due società che nella storia hanno sempre fatto vedere belle cose".

Conferenze stampa e gestione delle energie

"Ho detto al capo ufficio stampa di mandare Lautaro, ma non hanno voluto, hanno voluto me. Così pareggiavamo un po’ la scelta della Juve. Vero che una squadra, quando ha tante partite e spesso ogni 3 giorni, per un allenatore venire a parlare prima di ogni partita è difficile. Non cambia tanto da una partita all’altra dal nostro punto di vista. È una scelta che anche io avrei condiviso volentieri quella di non venire a parlare oggi".

Condizioni fisiche di Barella e Calhanoglu

"Si allenano da un paio di giorni, da lunedì. Non hanno avuto problemi e sono a disposizione".

Gestione dell’aggressività e dei ritmi di gara

"L’approccio è sempre importante, soprattutto contro una squadra che vuole essere dominante, che ha molti modi per attaccarti, è ibrida, ha verticalità. Noi dobbiamo esser pronti ad accettare il fatto che a volte il dominio del gioco passi da una parte all’altra. È una squadra forte, allenata bene e con giocatori che a livello individuale sono di alto livello".

Il ruolo degli arbitri nel calcio italiano

"È una storia di tanti anni, si parla sempre delle stesse cose, con o senza Var. Inizierò a parlare di questo aspetto quando un allenatore ne parlerà in conferenza dopo aver avuto un episodio a favore. Ci si lamenta sempre quando si sbaglia. È umano ed è normale. Capita anche oggi col Var. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri. Se l’Italia non va da 11 anni al mondiale la colpa non è degli arbitri, bisogna accettare il fatto che si può migliorare in tante cose, ma non negli arbitri. Anche loro possono migliorare, ma come tutti noi".

Pressione arbitrale e approccio mentale

"No, io non temo. Non vedo fantasmi, sono preoccupato a vedere cosa fanno i miei e dove possono migliorare. Sono stato scelto per trovare soluzioni, non per lamentarmi".

Il peso della rivalità tra Inter, Milan e Juve

"Ho grande rispetto per tutte le squadre che ho affrontato, anche nelle cosiddette rivalità. Alla Roma c’era la Lazio, all’Inter c’erano Milan e Juve. La bilancia per me è sempre stata per fortuna come una partita normale, non ho mai sentito il peso di un derby o di una partita contro la Juve. Ho cercato di essere la mia miglior versione quando giocavo contro Juve, Milan o anche Ascoli. Si capisce che è una partita importante per i tifosi".

Evoluzione di Spalletti nel tempo

"Per me è migliorato molto. E’ uno di quelli che era bravo all’epoca e lo è tutt’ora. Sta facendo giocare bene le sue squadre, ha un’identità chiara e precisa. Ho passato del tempo con lui, vedendo partite insieme, ci siamo sentiti al telefono. Per me è un allenatore bravo, ha tanto da dire e da fare nel calcio. Bisogna prenderlo da esempio per migliorarsi come giovane allenatore".

La svolta della stagione contro la Juventus

"All’Inter non hai mai tempo di pensare a niente se non alla prossima partita, cerchi di fare del tuo meglio. In quell’istante lì, se non sbaglio dovevamo andare ad Amsterdam a giocare, era da iniziare a mettere un po’ di risultati, iniziare a fare una striscia positiva. Consapevoli che venivamo da 2 sconfitte di fila. Merito di questi ragazzi che hanno capito al volo le nostre richieste, hanno tirato fuori un po’ di orgoglio e piano piano siamo cresciuti".

Ispirazione dallo sport: il modello Brignone

"Non solo ai giovani giocatori, in generale ai bambini che devono avere dei modelli. Sono storie che commuovono, anche noi del mondo del calcio abbiamo da imparare. Dobbiamo trasmettere dei valori, a volte si giudica una squadra o un allenatore in base ai risultati, è giusto fino ad un certo punto. Il calcio è uno sport ma non è tutto. C’è da imparare da altri sport. Quella della Brignone è una bella storia, nessuno ci sperava, nessuno ci avrebbe mai creduto se non lei per tutti i sacrifici fatti. Mi sarebbe piaciuto vedere Lindsey Vonn completare la discesa, magari con una protesi, le auguriamo il meglio. Sono cose belle che tutti noi abbiamo da imparare".

Metodo e approccio alla sfida contro la Juventus

"La mia esperienza e quello che ho cercato di trasmettere è di trattare tutte le partite in modo uguale. Non a caso direi che abbiamo fatto un buon inizio di stagione, abbiamo perso poco, anche se 4 sconfitte sono tante, 2 sono avvenute ad inizio stagione. Ma abbiamo dato continuità di risultati e di prestazioni, non guardare mai la classifica e dare sempre la nostra miglior versione è quello che ho chiesto. L’abitudine diventa la parola chiave, nonostante affronti una squadra sulla squadra inferiore o una di pari livello o superiore, l’abitudine ad un tipo di prestazione, di approccio e preparazione alla partita, è importante. L’equilibrio è importante nel calcio, bisogna domare la tua mente e le emozioni da gestire".

Il rapporto tra i fratelli Thuram tra affetto e rivalità

"Che deve ridere col fratellino, perché lo ama e gli vuole bene. Ovvio che c’è la rivalità ma non puoi pretendere di far finta di niente. Marcus è un ragazzo solare, che ha questo tipo di comportamento. Io lo preferisco così, magari aggiunge qualcosina sottoporta, nella cattiveria e nell’essere determinante, non pensare sempre agli altri. A lui chiedo di essere più egoista, è un’altruista con la A maiuscola. La famiglia è bella. Mi metto nei panni di Lilian e della moglie, che vedono due figli nell’Inter e nella Juve, è una bella storia come quella della Brignone: ci sono dei valori dietro, due bambini che hanno visto nel padre un modello e hanno cercato di seguirlo. Il padre è stato tra i difensori migliori al mondo, a loro due auguro di continuare a sognare e cercare di raggiungere ciò che il padre ha raggiunto".

Il peso della sfida nella corsa al campionato

"Noi in campo entriamo sempre per vincere. Siamo consapevoli del fatto che il campionato è ancora lungo. In questo momento della stagione, una sconfitta, un pareggio o una vittoria, non fanno tanto la differenza se non a livello mentale".

Tags:

Seguici Su

Logo facebookLogo InstagramLogo X Twitter
Logo facebookLogo InstagramLogo X Twitter
Nerazzurrisiamonoi.it - Testata giornalistica - Tribunale di Roma - Iscrizione n.81/2020
chevron-down