Caos tamponi, la Lega Serie A sceglie il modello UEFA: test centralizzati e norme più rigide

7 Novembre 2020
- di
Redazione NR
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SERIE A PROTOCOLLO UEFA - Si fa sempre più acceso il dibattito intorno alla validità dei tamponi effettuati sui calciatori di Serie A. In questo senso, già il caso Hakimi - risultato prima debolmente positivo, poi negativo dopo un doppio test effettuato in sede UEFA, ndr - aveva lasciato dei dubbi. Nelle ultime ore il caso tamponi ha guadagnato le prime pagine dei giornali "grazie" alla situazione in casa Lazio. Il club biancoceleste è oggetto di indagini da parte della Procura Federale per violazioni del Protocollo e per assenza di comunicazioni alla ASL competente. La società biancoceleste, che si serve di un laboratorio di Avellino, avrebbe garantito sulla negatività di tre giocatori, tra cui Ciro Immobile, dapprima risultati positivi. Presumibilmente però questi atleti sono gli stessi emersi come positivi a nuovi test molecolari effettuati ieri al Campus Biomedico di Roma. Nella confusione procedurale ed organizzativa, la Lega Calcio sta provando a fare un pò di ordine.

Lega Serie A, il modello UEFA e le norme del Protocollo

La Lega Lega Calcio, come riporta il Corriere dello Sport, sarebbe intenzionata ad aderire al modello UEFA. Ci sarà un laboratorio unico che controllerà i test di tutti i club di Serie A. Attualmente i club non sono formalmente obbligati a fare uno screening sui tre geni (E, Rd/RP, N), ma solo su uno di questi, quello N. Ecco allora che il nuovo Protocollo prevederà norme più rigide e univoche, in modo che non possano più esserci fraintendimenti. Un’altra aggiunta che potrebbe essere inserita è l’introduzione di tamponi molecolari rapidi ogni 24/48 ore. Ora la Lega avrà il compito di trovare un terzo ente che possa fornire i risultati velocemente in tutta Italia. Una opzione potrebbe essere rappresentata dalla Nado Italia.

La nota della Lega Serie A

A conferma delle indiscrezioni riportate dalla stampa, è arrivata anche una nota della Lega Serie A. La quale conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la necessià di un giro di vite sulla questione. Ecco quanrto riportato dall'ANSA: "La Lega Serie A per tutelare la salute dei tesserati e garantire la prosecuzione delle competizioni, studierà, nei prossimi giorni, le modalità per implementare ulteriormente il protocollo medico, sulla base di quello già predisposto da FIGC e CTS".

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