
Lele Adani ha commentato la situazione della Serie A a margine dello spettacolo Viva El Futbol al Teatro Arcimboldi di Milano. Tra i temi: la corsa scudetto con Inter in testa, il lavoro del Napoli tra gli infortuni, la Roma di Gasperini e il modello Como di Cesc Fàbregas.
SEGUI NERAZZURRISIAMONOI.IT ANCHE SU FACEBOOK
"Credo che il campionato fosse finito quando l'Inter ha battuto la Juventus", ha dichiarato Adani, pur riconoscendo che il Milan ha avuto il merito di riaprire momentaneamente la corsa al titolo. "L'Inter è sempre stata un po' più forte e performante", ha aggiunto, confermando la sua previsione di una vittoria nerazzurra.
"Se devo dire una squadra che quest'anno in mezzo a mille difficoltà stimo, è il Napoli", ha risposto senza esitazioni. Adani ha definito "incredibile" il fatto che gli azzurri si trovino nuovamente al secondo posto considerando tutti gli infortuni subiti nel corso della stagione, elogiando il lavoro dell'allenatore Antonio Conte.
"La Roma è quella che in teoria rispetto alle altre è più legittimata a star fuori, ma non ha intenzione di starci perché Gasperini è abituato a giocare per vincere", ha osservato Adani. Ha descritto una stagione trascorsa "nella precarietà", con una rosa costruita in modo meno solido rispetto alle rivali e con la necessità di cambiare forma di gioco in corsa per fare punti.
Adani non ha escluso nulla, ma ha inserito il Como tra le variabili da considerare: "Il Como ci prova fino alla fine, ci va in Champions? Non so onestamente, perché è una gara aperta". Ha definito il Como "una delle realtà più belle e ammirabili", sottolineando l'unione di intenti all'interno della società come elemento distintivo.
"Gli italiani danno del presuntuoso a Fàbregas, ma lui è umile, è un lavoratore", ha risposto Adani con una certa irritazione. Ha spiegato che quella che viene scambiata per presunzione è in realtà serietà e preparazione: "È serio, è preparato e umile.
C'è chi spende 50 e spreca 50, chi investe 100 e performa portando a 300 come valore", ha sintetizzato Adani. Ha descritto il progetto Como come una storia costruita studiando, scommettendo e investendo in modo oculato, senza sprechi, e ha invitato a prenderla come esempio per tutto il calcio italiano.