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MAROTTA PARATICI GUERRA AMORE – C’eravamo tanto amati. Questo, con tutte le conseguenze del caso, potrebbe essere il titolo dell’attuale rapporto tra Beppe Marotta e Fabio Paratici. Una stretta collaborazione durata ben 14 anni, di cui 6 alla Sampdoria e gli ultimi 8 all’interno dell’organigramma della Juventus F.C. Una coppia simbiotica e vincente, il cui lavoro ha portato vittorie, trofei, strategie diplomatiche, potere. Un duo imbattibile. Sotto la regia di Andrea Agnelli, il presidente dei bianconeri. A fine settembre 2018, lo strappo. In seguito ad un restyling dei vertici societari, voluto direttamente dal numero uno bianconero, Marotta viene, di fatto, licenziato. Lasciata la Juve, assume a dicembre il ruolo di direttore generale dell’Inter, la storica ed odiata nemica, sul campo e non solo, della vecchia signora. È l’inizio della rivalità MarottaJuveParatici, in un’escalation di ripicche, accuse di tradimento, manovre di disturbo, esercizio di potere, e quant’altro.

Marotta-Paratici: la guerra inizia col caso Ramsey

Fin da subito, il mondo juventino, di cui Pavel Nedved, vicepresidente dei bianconeri, rappresenta bene il senso di appartenenza e l’orgoglio, insorge. L’ex Pallone d’oro non le manda a dire all’ex amico e braccio destro Marotta, accusandolo di “non essere mai stato juventino”. Il passaggio all’Inter è mal digerito, ed inizia la guerra fredda. Già a gennaio 2019, la prima scintilla. I nerazzurri avevano messo gli occhi su Aaron Ramsey, centrocampista in forza all’Arsenal in scadenza di contratto nel giugno successivo. La trattativa riguardava quindi solo l’accordo col giocatore e non col club. La Juve fa irruzione sul gallese, trovando la chiave per soffiare Ramsey all’Inter. Il giocatore si promette al club torinese ed appare evidente a tutti che la rivalità assumerà toni accesi. Da lì in avanti sarà una guerra senza esclusione di colpi.

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Il caso Lukaku inasprisce la battaglia

I due non si sopportano più. Addetti ai lavori raccontano di una rivalità che va oltre le strategie di mercato, aassumendo i contorni della questione personale. Nel gelo dei rapporti diplomatici, ormai inesistenti tra le 2 società, si arriva a luglio 2019, alla trattativa Lukaku. Un’estenuante battaglia, in cui Paratici e la Juve tentano in ogni modo di soffiare il giocatore belga ai nerazzurri. Ma vince Marotta. L’attaccante diventa nerazzurro. Il maestro vince sull’allievo. Uno smacco per l’imbattuto, fino a quel momento, potere diplomatico della Juve. Ma la battaglia non finisce qui. Perchè sullo sfondo, prima e dopo Lukaku, incombe il caso Icardi. Che la Juve vorrebbe fortemente, ma che l’Inter non è assolutamente disposta a cedere ai bianconeri.

Da Icardi a Dybala: Marotta e Paratici ai ferri corti

Si diceva di Icardi. Indiscrezioni che parlano di accordi segreti tra Paratici e Wanda Nara per costringere l’Inter a svendere il giocatore, a sua volta in rottura totale col club nerazzurro. La Juve vuole la sua vendetta, ma Marotta batte i pugni: “Mai alla Juve” è la frase, mai pronunciata, ma evidente nella posizione della società milanese nei confronti della possibile cessione del suo ex capitano. Il dirigente nerazzurro apre a Napoli e Roma pur di non tratatre con Paratici, nonostante la volontà del giocatore sia quella di accasarsi a Torino. E poi c’è il caso Dybala: dapprima utilizzato come pedina di scambio dallo juventino per arrivare a Lukaku, la Joya vorrebbe essere inserito da Marotta nello scambio con Icardi, ma arriva il secco no di Paratici. “Mai all’Inter” è la risposta del bianconero ai precedenti veti del maestro Beppe.

L’ultimo atto di guerra: Federico Chiesa

Siiamo arrivati alla cronaca degli ultimi giorni. Nel gelo assoluto tra le parti, Marotta sferza ancora una volta il collega, disturbando la Juve nella trattativa per Federico Chiesa. L’attaccante è da tempo nel mirino della Juventus, che già in questa sessione di calciomercato voleva portare il ragazzo a Torino, forte dell’ok del giocatore. L’affare sembra poter andare in porto per la prossima stagione. Marotta, con una proposta che si aggirerebbe sui 70-80 milioni, non ci sta e pensa di trattare direttamente col club viola, pur di strappare il giovane talento all’odiata rivale. Nessuno sa come finirà la vicenda Chiesa. Ma tutti sanno che la guerra continuerà. In attesa che a parlare sia solo il terreno di gioco.

Alessio Cherubini

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