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LUKAKU INTER – 15 presenze stagionali, 9 gol per Romelu Lukaku alla prima esperienza all’Inter. Il centravanti belga si è ambientato subito agli schemi di Antonio Conte, trovando un’intesa perfetta con Lautaro Martinez. Il numero 9 ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport nella quale ha parlato di diversi temi, dal razzismo al rapporto con il mister che più di tutti lo ha voluto a Milano.

L’eredità di Icardi

“Il paragone con Icardi non mi ha assolutamente creato problemi. Mauro con i suoi gol ha fatto grandi cose per l’Inter e quando sono arrivato qui è stato molto gentile. Abbiamo parlato come colleghi, mi ha dato il suo benvenuto ed è stato carino con me. Gli auguro il meglio al PSG e spero che vinca lì. Nessuna pressione ad arrivare dopo di lui. Siamo due attaccanti diversi. Lui ha avuto la sua storia qua e io ho da poco iniziato la mia avventura”.

Lotta al razzismo

“Il razzismo nel mondo del pallone non è qualcosa che si può negare. Bisogna essere diretti, agire in modo duro, come succede in Inghilterra. Tra il campo e la vita di tutti giorni qui da voi c’è una grande differenza, a Milano sto benissimo. Per questo bisogna essere duri. Bisogna identificare i razzisti ed espellerli a vita. In Inghilterra così hanno risolto il problema”.

Antonio Conte

“Mi ha chiamato solo alla fine della trattativa, quando stavo per prendere l’aereo per Milano. Mi ha detto: “Preparati a lavorare” e io gli ho risposto: “Nessun problema”. È uno che vuole vincere sempre, trasmette grandi motivazioni e prepara le partite alla perfezione. Mai vista una cosa così in tutta la mia carriera. Quando vado in campo con lui, sono pronto per qualsiasi situazione. Non ne esiste una che può coglierci di sorpresa. È un leader e noi giocatori lo seguiamo pensando solo alla squadra”.

Inter

“La mia avventura in Italia è iniziata bene ma voglio fare meglio e, anche se i numeri sono buoni, so di poter migliorare parecchio.La mia più grande motivazione è aiutare la squadra e i compagni a vincere le partite segnando. Come ho fatto in questi primi tre mesi. Punto in alto, ma non mi dimentico di lavorare. In ogni match imparo qualcosa di nuovo a livello tattico. Idem dal lavoro di Conte. Se un attaccante segna tanti gol in Italia può farli in qualsiasi altro torneo d’Europa”.

Tifoso nerazzurro

“Ho sempre avuto il desiderio di giocare nell’Inter. Ero un grande tifoso di Adriano quando indossava questa maglia e lo ero anche di Ronaldo. Credo di assomigliare ad Adriano: anche lui era grande, grosso, veloce e mancino. Guardavo le sue partite con l’Inter e sognavo di essere come lui. Mi ricordo che contro l’Udinese fece un gol incredibile. Mi ero ripromesso che se un giorno avessi avuto l’opportunità di giocare in Italia sarebbe stato solo per l’Inter”.

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