VIDEO - Sensi e l'agente a Milano, si tratta con il Monza: le ultime

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CALCIOMERCATO INTER SENSI MONZA - Iniziata una nuova settimana, il calciomercato è tornato a bussare al calendario. Se da una parte l'Inter è impegnata in entrata, dove, dopo aver annunciato Onana e Mkhitaryan, sta ultimando i passaggi per Lukaku; dall'altra un occhio va alle uscite. Tra queste, quella di Stefano Sensi, che piace al neo-promosso Monza.

Calciomercato Inter: Sensi e l'agente incontrano Galliani

Come mostrato dalle immagini qui raccolte dall'inviato di Nerazzurrisiamonoi.it, oggi Stefano Sensi era a Milano. Il motivo? Incontrare Adriano Galliani. Monza e Inter, infatti, sono già d'accordo in merito alla formula del suo trasferimento: sarà un prestito secco. Manca da convincere il giocatore. Una risposta, comunque, non si farà attendere: già nei prossimi giorni il centrocampista comunicherà a entrambe le società la scelta.

Marotta sugli acquisti sostenibili: “Modello non solo per l’Inter”

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MAROTTA INTER SOSTENIBILITA’ MERCATO – Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri a DAZN in merito alla strutturazione del nuovo calendario, Giuseppe Marotta è tornato a parlare a Rai Radio 1. Diversi sono stati i temi affrontati dal dirigente dell’Inter. Tra l’inizio del campionato con il mercato ancora aperto e un’analisi più approfondita della prima parte di campionato, Marotta si è soffermato soprattutto sull’idea di sostenibilità che sta accompagnando il club nerazzurro in queste ultime sessioni di mercato. A suo dire, un modello che dovrebbe valere per tutto il movimento calcistico-economico italiano.

Inter, Marotta e la sostenibilità del mercato

“Mercato aperto nelle prime quattro giornate? Nelle prime quattro giornate bisognerà essere bravi a gestire il calciomercato ancora aperto. Ci saranno procuratori che potrebbero venire a lamentarsi. Dovremo essere bravi ad affrontare al meglio queste quattro giornate, dove potrebbero esserci anche problemi con i giocatori. Quello della sostenibilità deve essere un modello non solo per l’Inter, ma per tutto il calcio italiano. Il nostro campionato deve recuperare i suoi valori dopo una grande contrazione finanziaria. Bisogna controllare i costi ed essere sostenibili".

Sul calendario ristretto prima del Mondiale

"Entro il 15 novembre si giocheranno 15 partite a cui vanno aggiunte quelle della Champions League. È evidente che l’obiettivo sarà tener conto di questa anomalia nella fase di preparazione. Ci sarà poi un periodo di sosta, tranne per i nazionali che dovranno affrontare il Mondiale. Bisogna avere la rosa molto lunga, perché la compressione di impegni può portare a tanti infortuni. A questi vanno aggiunti anche gli impegni delle Nazionali. La rosa deve essere molto numerosa, questo è sicuro".

L’asimmetria del campionato in relazione al calendario dell’Inter

"L'asimmetria del campionato è un esperimento ormai definito. L'Inter avrà un finale di campionato scoppiettante, la speranza è quella di arrivarci in forma e con una posizione di classifica di grandissimo rispetto. È bello per noi avere il derby quasi subito, arriverà presto ma io credo che in quel momento saremo entrambe nella condizione migliore. Derby di Roma e derby d’Italia la stessa giornata sia all'andata che al ritorno? C'è sempre grande fascino e grande campanilismo".

Dybala tra Inter e Milan: ecco a chi servirebbe di più

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FUTURO DYBALA MILAN INTER – Paulo Dybala, se non una bandiera, è stato quantomeno un simbolo della Juventus in tutto il mondo. Oggi, dopo sei anni di gol, giocate, magie e quant’altro in maglia bianconera, la ‘Joya’ si trova però senza contratto. Non lo sarà per molto, naturalmente. Milan e soprattutto Inter si sono messe da tempo sulle sue tracce, figurando, dopo Palermo e Torino, una terza città italiana all’orizzonte dell’argentino: Milano. Premesso quindi che idee e mercato viaggiano su linee parallele, una domanda ce la si può porre: a chi farebbe più comodo Dybala, all’Inter o al Milan?

Milan e Inter su Dybala: il futuro dell’argentino

Se l’Inter, come confermato dalle parole del noto giornalista Carlo Laudisa, deve prima piazzare uno tra Sanchez e Correa, il Milan sarebbe da subito abile all’acquisto di Dybala. E perciò ci starebbe facendo un pensierino. Facendo cadere poi l’abito del mercato, e vestendo quello tecnico-tattico, si può affermare che la ‘Joya’ sarebbe un valore aggiunto sia per i rossoneri che per i nerazzurri. Alla corte di Simone Inzaghi si potrebbe muovere da sotto punta. La sua duttilità gli permetterebbe di raccordare a meraviglia il gioco tra il centrocampo e l’attacco dell’Inter. Nonché di sposarsi a meraviglia con le caratteristiche di tutti gli altri offensivi in rosa, da Lukaku a Dzeko, passando per Lautaro Martinez. Nel 4-2-3-1 di Pioli, invece, sarebbe un po’ quell’uovo di Colombo che il Milan ha cercato tutto l’anno. Né Brahim Diaz né Kessiè, infatti, hanno convinto nel ruolo di trequartista, con il tecnico emiliano che nelle ultime giornate è stato costretto ad affidarsi a Krunic. Dybala, insomma, sarebbe l’attore perfetto per la parte, un 10 che a Milano, sponda rossonera, non vedono forse dai tempi di Seedorf e Rui Costa.

Inter o Milan: a chi farebbe più comodo Dybala?

In definitiva quindi, vista l’abbondanza che regna sovrana nel reparto offensivo a disposizione dell’Inter, è lecito pensare che l’argentino possa far più comodo al Milan. Tuttavia, al calcio piace spesso cambiare le carte in tavola e difficilmente avremo la controprova. Per cui non resta che attendere e vedere cosa il mercato decreterà a riguardo.

Lukaku sì, Dybala forse: come cambiano le gerarchie nell’attacco dell’Inter

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INTER LUKAKU DYBALA GERARCHIE – Il day-after la (quasi) chiusura della trattativa che riporta Romelu Lukaku all’Inter è tempo di giudizi e riflessioni su quella che sarà la ‘delantera’ interista nella prossima stagione. Il mercato particolarmente frizzante in casa nerazzurra, che avrà come prossimo obiettivo Paulo Dybala, potrebbe cambiare non solo le gerarchie dell’attacco a disposizione di Simone Inzaghi, ma anche dell’intero campionato.

Inter, come cambiano le gerarchie offensive con Lukaku e Dybala?

Lukaku sembra ormai cosa fatta. Dybala, nonostante un momento di stand-by, pare comunque vicino. E questo apre le prime discussioni su quanto i due campioni vadano a migliorare il reparto attaccanti a disposizione di mister Inzaghi. Entrambi arriveranno in una rosa che vede già diverse firme d’autore, come quelle di Lautaro Martinez, Dzeko e Correa. Senza contare che il primo (e al momento unico) designato a partire è Alexis Sanchez. Perciò: chi saranno i titolari? E chi le riserve? Premettendo che con il mercato aperto tutto può ancora succedere, a meno che Simone Inzaghi non trovi una soluzione per far coesistere almeno tre delle stelle a disposizione, uno a turno dovrà riposare. Difficile, nel 3-5-2 di ‘Inzaghino’, che a farlo sia Lautaro Martinez. Con il ‘Toro’ è nato un feeling particolare e la stagione appena conclusa ha dimostrato come il tecnico difficilmente rinunci a lui. Piuttosto a essere sacrificato è stato spesso Dzeko. Il giocatore che in rosa aveva le caratteristiche più simili a Lukaku. Perciò, a più di un mese di distanza dall’inizio del campionato e con l’operazione ‘Joya’ ancora da concludere, vien facile pensare che, in caso di compresenza delle tre star, sarà Lautaro l’unico inamovibile. Lukaku e Dybala (qualora dovesse effettivamente arrivare in nerazzurro) si giocheranno l’altra maglia. Più indietro Dzeko e Correa che, uscite permettendo, saranno a tutti gli effetti delle alternative.

Zanetti parla di Inter e sorride alla domanda sul ritorno di Lukaku

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ZANETTI INTERVISTA LUKAKU INTER - "Campioni sotto le stelle". Così si chiamava l'evento che a Biella ha accolto diversi campioni del panorama sportivo internazionale. Tra questi, anche il vice-presidente dell'Inter Javier Zanetti. L'ex capitano nerazzurro, fermato dai cronisti presente, ha parlato dei valori umani dello sport. Valori che lo hanno portato a condividere un gruppo squadra e a rappresentare una società importante e gloriosa come quella meneghina.

Inter, Zanetti parla dei valori nello sport: esempio Ranocchia

“Bisogna ritornare alle basi, ai valori. Questo è fondamentale. A me mi piace sempre sottolineare il lato umano, uno può essere più o meno bravo ma la differenza la fanno questi aspetti. Quando fai parte di un. gruppo di una squadra, sai che devi rappresentare una società, come ad esempio l’Inter. Quindi devi capire la maglia che indossi, devi sapere tutto della sua storia, di quello che ha fatto e vinto. Quando sono arrivato in questo club mi parlavano della grande Inter: per me era importante capire e sapere dove mi trovavo. Chi rappresenta questi aspetti? Ho grande stima per Andrea Ranocchia gli faccio un in bocca al lupo per la sua avventura al Monza”.

Zanetti chiude l'intervista col sorriso: "Lukaku all'Inter? Ciao ciao"

Dopo aver parlato di valori nello sport ed elogiato Ranocchia, inevitabile che al vicepresidente dell'Inter venisse chiesto qualcosa su Romelu Lukaku, in procinto di tornare a Milano. A precisa domanda, Zanetti ha girato i tacchi e con un sorriso che lascia ben pensare ha salutato i cronisti: "Ciao, ciao".

Antonello: "Stadio? Ragioniamo su San Siro"

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ANTONELLO INTERVISTA SAN SIRO - Certo il calciomercato, ma non solo. In casa Inter si continua a lavorare alacremente anche alla questione stadio. Un impianto di proprietà, nel calcio moderno, è diventato di vitale importanza per il brand e soprattutto per i bilanci di un club. Gli esempi sono lampanti. A partire dalla Juventus, che ha trovato nel suo omonimo stadium poi diventato ‘Allianz’, un vero uovo di Colombo. Ad arrivare all’Udinese, la cui ‘Dacia Arena’ è un gioiellino a portata di tifoso. Senza dimentica il ‘Mapei Stadium’ di Reggio Emilia, di possesso del Sassuolo, e il nuovissimo ‘Gewiss Stadium’ di Bergamo, casa dell’Atalanta. Lo stadio di proprietà è il fronte al quale tutte le società dovranno giungere per incrementare i ricavi e dare una mano ai bilanci. Perciò, sulla base di idee e progetti diversi, i nerazzurri attenzionano particolarmente questo fronte.

Questione stadio, l'intervista ad Antonello: "Ragioniamo su San Siro"

A riguardo, raggiunto dai taccuini de La Gazzetta dello Sport, si è espresso l'amministratore delegato dell'Inter Alessandro Antonello. "Qui si ragiona su San Siro - ha specificato - E con il Milan ce lo siamo detti in maniera chiara. Poi è la tempistica che orienta le nostre decisioni. Se saranno rispettate quelle dichiarate in questo incontro, nessun dubbio. Altrimenti saremmo pronti a valutare alternative".

Lukaku 2.0, da Ibrahimovic al rapporto con i tifosi: i tre obiettivi del belga per la prossima stagione

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LUKAKU INTER OBIETTIVI - La nuova stagione dell’Inter ripartirà dall’applicazione che tanto bene aveva girato nei due anni di Conte, solamente aggiornata. Lukaku 2.0. ‘Big Rom’ sarà nuovamente una colonna nerazzurra e, seppur proveniente da un anno in chiaro-scuro con la maglia del Chelsea, si metterà a disposizione di Simone Inzaghi e della squadra con la solita dedizione. L’Inter lo ha riaccolto a braccia aperte. Ma non tutti sono convinto del suo ritorno. Perciò è tempo di obiettivi e traguardi. Tre, nello specifico.

Inter, i tre obiettivi di Romelu Lukaku per il nuovo anno

Il primo obiettivo: recuperare la stima dei tifosi

Il primo riguarda il rapporto con i tifosi: l’addio estivo dello scorso anno non è andato giù alla Curva Nord. Al punto che, in questi giorni, il cuore pulsante del tifo interista ha usato parole eloquenti sul ritorno del belga: “Era un re, ora è uno come tanti”, piuttosto che “invitiamo tutti gli interisti a non cadere nel tranello opposto, quello di correre subito a sbavargli dietro”. Patti chiari, amicizia lunga. Anche, tuttavia, sulla maniera in cui, eventualmente, Lukaku potrà nuovamente strappare consensi. “Tutto ciò che in futuro verrà eventualmente fatto nei suoi confronti – si legge nel comunicato – dovrà guadagnarselo sul campo, con umiltà e sudore…”; e ancora: “ora Romelu, palla lunga e pedalare”.

Secondo: sfidare il Milan di Zlatan Ibrahimovic per la supremazia italiana

Il secondo obiettivo è quello di tornare a vincere il rivale di sempre, quel Milan governato da Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese rientrerà solamente nel 2023, ma è inevitabile proiettare la mente a quello che sarà uno dei derby più avvincenti degli ultimi anni. Nella speranza che, dopo aver ceduto il passo ai cugini rossoneri nella scorsa stagione, la supremazia cittadina (e italiana) torni a colorarsi di nerazzurro.

Terzo: battere Immobile con l’ausilio di Inzaghi

Ne ha lasciati due a contendergli il trono di bomber. Ne ritrova solo uno. L’estate scorsa, quando lasciò l’Inter per accasarsi al Chelsea, Lukaku aveva appena combattuto a suon di gol con Cristiano Ronaldo e Ciro Immobile. Bene, se il primo è emigrato anch’egli verso la terra d’Albione, il secondo è ancora lì, al comando della sua Lazio, e proverà ancora a mettergli il bastone tra i piedi verso la conquista del titolo di capocannoniere. Tuttavia quest’anno ‘Big Rom’ avrà un alleato in più, quel Simone Inzaghi che tanto bene conosce Immobile e che altrettanto bene fa rendere le sue punte. Sarà un duello all’ultimo gol.

Bastoni: “Ecco quale sconfitta ha cambiato la nostra stagione”

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BASTONI INTER SCUDETTO - Questa mattina, nella sede di Cologno Monzese di DAZN, è stato sorteggiato il nuovo calendario della Serie A, valido per la stagione 2022-2023. Il campionato dell’Inter partirà ufficialmente il 13-14 agosto in casa del Lecce. Una serie di impegni a pochi giorni gli uni dagli altri, vista la necessità di comprimere più giornate possibile entro metà novembre, per via dei mondiali in Qatar. Il difensore nerazzurro Alessandro Bastoni, sempre tramite DAZN, è voluto tornare su quando accaduto nella scorsa annata, soffermandosi in particolar modo su una sfida che a suo dire ha cambiato le sorti della corsa Scudetto.

Inter, Bastoni individua la sfida nella quale i nerazzurri hanno perso lo Scudetto

“Dal 75esimo in poi è cambiato il campionato: per noi era importante vincere con il Milan, quella sconfitta ha cambiato la stagione. Potevamo andare a +10 con la sfida che avevamo da recuperare. Il Milan è stato bravo poi a vincere con continuità nel finale di campionato. Noi siamo comunque contenti. Per Inzaghi non era facile arrivare qui ma ha trovato un gruppo disposto a mettersi al lavoro, ascoltarlo e seguire le sue indicazioni”.

Marotta: “Superata la Juve con merito. Milan? Non abbiamo…”

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MAROTTA INTER MILAN JUVENTUS - Questa mattina, nella sede di Cologno Monzese di DAZN, è stato sorteggiato il nuovo calendario della Serie A, valido per la stagione 2022-2023. Il campionato dell’Inter partirà ufficialmente il 13-14 agosto in casa del Lecce. Una serie di impegni a pochi giorni gli uni dagli altri, vista la necessità di comprimere più giornate possibile entro metà novembre, per via dei mondiali in Qatar. Il dirigente nerazzurro, Giuseppe Marotta, è voluto tornare su quando accaduto nella scorsa annata, chiuso dietro al Milan ma comunque portando a casa due trofei.

Inter, le parole di Marotta sui duelli con Milan e Juventus

“È stato affascinante, un duello che ha infiammato l’ultima stagione. Per 70', a giudizio anche dei critici più severi, avevamo dimostrato di essere i vincenti di quella partita contro il Milan. Si dice mors tua vita mea, non abbiamo azzannato il campionato e dopo abbiamo fatto 7 punti in 7 partite, l’analisi cruda di un periodo che poi ha inciso nel nostro percorso e destino finale. Il Milan è stato bravo a sfruttare il suo trend positivo, aumentando certezza e consapevolezza in quello che stavamo facendo. Supercoppa? Non immaginavamo di superare la Juve, l'abbiamo superata con merito e abbiamo messo un trofeo nella nostra bacheca e che arricchisce quelli già vinti”.

Benvenuto Mkhitaryan: sarà il pungolo di Inzaghi su Barella e Calhanoglu

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INTER MKHITARYAN BARELLA CALHANOGLU – A volte ritornano, più o meno. I destini di Simone Inzaghi e Henrikh Mkhitaryan si sono già incrociati diverse volte. Mai, tuttavia, sotto lo stesso vessillo. Perciò l’unione sportiva di una mente brillante come quella del piacentino e un piede raffinato ed efficace come quello dell’armeno stuzzica non poco la fantasia dei tifosi dell’Inter. In che modo verrà impiegato Mkhitaryan? Ricoprirà il ruolo di titolare? O sarà una preziosa arma tattica a partita in corso? La risposta che vien facile è: tutte e due.

Gerarchia Inter: Mkhitaryan insidia Barella e Calhanoglu

Al momento Simone Inzaghi a centrocampo può contare su non molte alternative. Dai titolarissimi Calhanoglu e Barella al gregario Gagliardini. Tre mezzali che non bastano a reggere da sole un’intera stagione, soprattutto se si considerano i tre impegni di campionato, Champions League e Coppa Italia. Ecco allora venire comodo il nome di chi, come Mkhitaryan, ha dimostrato nel corso di un’illustre carriera di essere pedina duttile e soprattutto tremendamente efficace. L’armeno, arrivato in regime di svincolo dalla Roma dopo aver ricoperto un ruolo di prim’ordine nella squadra di Fonseca prima e di Mourinho poi, ha 33 anni e potrà dare un lauto apporto alla causa nerazzurra. E dall’inizio e a partita in corso. La plasmabilità del suo calcio, infatti, non esclude a priori nessuna opzione. Dal sotto-punta al mediano, Mkhitaryan può ricoprire praticamente ogni ruolo. A tal proposito l’unione pedatoria con Simone Inzaghi non può che destare curiosità. Memori di quanto fatto a Roma, benché sull’altra sponda del Tevere con Luis Alberto, è lecito aspettarsi da questo binomio in salsa nerazzurra qualcosa di simile. L’ex Arsenal e Borussia Dortmund arriva a Milano con l’etichetta di riserva di lusso, di importante opzione tattica a partita in corso, ma non è detto che nel corso della stagione non finisca per scalzare una delle due mezzali titolari. Barella e soprattutto Calhanoglu (il dominatore della zona di campo prediletta dall’armeno) sono avvisati.

A cura di Daniele Izzo