nerazzurrisiamonoi-inter-conte-antonio-inter-juventus-6-ottobre
Getty Images
Reading Time: 4 minutes

CONTE SFOGO – Durante la conferenza stampa della vigilia di Inter-Hellas Verona, un Antonio Conte molto combattivo è tornato sul post partita di Dortmund, specificando che ogni sua azione venga fatta per il bene dell’Inter. Il mister nerazzurro ha ribadito come la rosa sia corta, aggiungendo una generale superficialità questa estate nel non aver preventivato determinate situazioni. Pensiero – a dire di Conte – condiviso dagli stessi dirigenti della Beneamata.

Dortmund potrebbe lasciare uno strascico

nerazzurrisiamonoi-inter-conte-antonio-inter-juventus-6-ottobre
Getty Images

“Dovremmo affrontare l’Hellas con attenzione. Sappiamo che è in salute, non sarà una partita semplice. Dovremo essere bravi a smaltire la delusione della sconfitta del Dortmund. Potrebbe lasciare uno strascico, ma anche qui nasce la nostra crescita”.

Conte: “Sfogo, no, alzicella da alzare, dirigenti d’accordo

Il post Dortmund? Io non lo vedo come uno sfogo. Ma una maniera, con uno sfondo costruttivo, per capire dove abbiamo commesso qualche errore. Senza additare nessuno. Mettendomi per primo dentro la situazione. Non so se qualche dirigente lo abbia visto come voi, come uno sfogo. Sono stato chiamato qui per cambiare i giri del motore dell’Inter degli ultimi 9 anni. Ogni cosa che faccio la faccio in modo costruttivo. Si deve fare meglio proprio perché siamo l’Inter. Ho ribadito dei concetti. Quando siamo nella mura amiche, nel privato, i dirigenti sono i primi a riconoscere che alcune cose si potessero fare meglio. Siamo tutti d’accordo, dirigenti compresi“.

Zero alibi

“Quando affronti due competizioni così importanti devo pensare possano esserci degli infortuni, come quelli capitati a Sanchez o Politano. Preoccupato? Mi fido molto dei ragazzi, di questo gruppo di giocatori. In grande difficoltà stiamo facendo delle cose incredibili. Da una parte sono preoccupato perché il gruppo si sta riducendo. Ma dall’altra i ragazzi sono migliorati, stanno dando tutto. Non dimentichiamo che la rosa è composta da giovani giocatori. Stiamo parlando di un gruppo giovane su cui costruire qualcosa di importante. Io voglio alzare l’asticella a prescindere. Non voglio dare alibi. Siamo l’Inter, dobbiamo tornare a competere per determinati obiettivi. Alzo l’asticella per tutti, me compreso. Lo faccio per il bene dell’Inter, c’è una strategia“.

Le condizioni di Sensi e D’Ambrosio

“Per l’attacco alterneremo uno tra Fonseca e Vergani nelle convocazioni, con Politano out, serve un altro giovane. Io ho grande fiducia in Lukaku, Lautaro e pure in Esposito, per il quale non avrei timore a lanciarlo dal primo minuto. D’Ambrosio si sta allenando con noi da una settimana. Si è fratturato un dito. Tutto sta a capire che tipo di sopportazione c’è nel calciare la palla. Lui è molto generoso, vedremo oggi quale disponibilità darà. Sensi viene da questo problema all’adduttore. Sta faticando un po’, ho provato a gestirlo al meglio. Vediamo per domani. Faremo delle valutazioni, sappiamo che poi c’è la sosta. Dobbiamo essere intelligenti, mordendoci la lingua e pensando pure al futuro”.

Esultare per un cleen sheet

“Sicuramente per noi è molto meglio quando riusciamo a stare alti, a dare pressione e siamo in costruzione. Abbiamo segnato più di 30 gol, ma ne abbiamo incassati più della media. C’è da lavorare. Vogliamo tornare ad esultare per una cleen sheet, una partita conclusa senza subire reti. Attacchiamo e difendiamo in 11. Non possiamo addossare specifiche colpe ad un settore. Dobbiamo migliorare tutti”.

Chiamato all’Inter “per cambiare qualcosa”

“Quando parlo di strategia, fa parte pure questo. Sono stato chiamato all’Inter per cambiare qualcosa. Sono 9 anni che i nerazzurri sono fuori da qualcosa. A parte gli ultimi 2 anni di Spalletti, nei quali Luciano ha fatto un grande lavoro, si era fuori da qualcosa. Le altre squadre, non solo la Juve, si sono strutturate negli ultimi anni. Ho delle aspettative, per me e per tutti. Qualsiasi cosa che viene fatta, è fatta per il bene dell’Inter. Poi se creo difficoltà a qualcuno, che magari non è abituato a questi giri, mi spiace. Ma io sono abituato a questo. Io non posso snaturarmi. Io chiedo tantissimo a me stesso, al mio staff. Siamo per la ricerca dell’eccellenza. Non possiamo accontentarci. Io non posso accontentarci. Parliamo di un momento storico in cui questa asticella deve alzarsi, per tutti. Me, i giocatori, lo staff, il dirigente. Per cambiare la storia, altrimenti sarà uguale agli anni scorsi. Altrimenti avremmo vivacchiato. E a me non piace vivacchiare”.

Richiamo alla mentalità

“Io non è che non sapessi cosa fosse successo nel secondo tempo a Dortmund. Ma pensavo fosse più importante di parlare di altre cose, piuttosto che degli errori commessi nel secondo tempo contro il Borussia. Ci hanno costretto a difendere nella nostra metà del campo. L’imput era un altro, di prenderli alti. Bisogna capire se sono stati bravi loro o abbiamo sbagliato noi. Penso si tratti di una via di mezzo. Non so se avessimo tutta questa forza per continuare a pressare alto. Stiamo cercando di condurre sempre la partita, ci siamo accorti che quando siamo nella nostra metà del campo, facciamo fatica. Magari noi possiamo fare un ulteriore step per affrontare le tempeste. Dobbiamo essere più bravi a mantenere a galla la barca”.

Mercato

Squadra mia? Assolutamente sì. Le scelte si fanno col club, tutti insieme. La mia unica recriminazione è che quando abbiamo programmato la rosa non abbiamo messo in preventivo alcune situazioni capitante in passato. Oggi parlo di giocatori affidabilissimi, al 100%, dallo spessore umano. C’è voglia di lavorare. Poi a livello numerico siamo stati superficiali. Qualcosina la stiamo pagando. Se avessimo fatto qualche rotazioni in più prima della gara col Dortmund, avremmo potuto avere qualche possibilità in più. Possiamo accelerare le cose, non bypassarle. Tutto è fatto per il bene dell’Inter. Qualificarci agli ottavi in Champions? Come ho detto ai ragazzi ci sono delle situazione particolari. Vincere a Dortmund significava aver per 3/4 passato il turno. Quella sconfitta ha cambiato le percentuali di qualificazione. Oggi quelle sono molte esegue, pensiamo a vincere noi, poi vedremo cosa succederà”.