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INTER CONTE CALCIOMERCATO – Probabilmente era solo una questione di tempo e sarebbe successo comunque. Magari la cosa sarebbe stata buttata giù in un’altra maniera, con un altro clima e non dopo una rimonta subita, ma i rimpianti di mercato di Conte sarebbero usciti fuori lo stesso prima o poi. Perché quei giocatori da lui chiesti e non arrivati sono anche, se non soprattutto, uomini con cui l’allenatore ha già vinto. Quindi persone di cui si fida, capaci di dimostrare ai suoi occhi la capacità di vincere. Vediamo chi sono.

Conte e i suoi pupilli: Vidal e Llorente

Per molto tempo, la scorsa estate, il nome di Arturo Vidal era stato accostato ai nerazzurri. Sebbene non ci sia stata alcuna tratttativa concreta col Barcellona, il mancato arrivo dell’ex Juve ha di certo infastidito Conte. Perchè il guerriero cileno incarna quella personalità e quella leadership tanto utili in situazioni come quella di Dortmund, quando bisogna resistere con esperienza e vigoria al ritorno dell’avversario rimontante. Uno come Vidal avrebbe certamente fatto comodo, e forse una speranza per gennaio ci sarebbe ancora. L’altro pupillo si chiama Fernando Llorente, che il tecnico pugliese voleva come vice Lukaku, e su cui il rimpianto è forse ancor più fastidioso perché lo spagnolo era un parametro zero in uscita dal Tottenham. Sarebbe bastato arrivare prima del Napoli – cha ha trovato l’accordo a fine agosto…ndr – e Fernando sarebbe stato nerazzurro.

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Dzeko, il tormentone del calciomercato Inter

Edin Dzeko non ha mai giocato per Antonio Conte. Ma il mister lo avrebbe tanto voluto a Milano. Forse il bosniaco rappresenta quel mancato acquisto che più di tutti ha lasciato interdetto il tecnico. Perché per quasi tutta l’estate è sembrato che la società non volesse accontentare le richieste della Roma, quando queste, ad un certo punto, erano superiori di soli 5 milioni all’offrerta interista. E proprio quell’incapacità di fare quel passetto in più, quello sforzo economico aggiuntivo, quel sacrificio che avrebbe avuto un grande valore strategico, ha deluso Conte. Che in cuor suo, sorpreso dall’abnegazione e dai risultati che comunque sta raggiungendo la squadra, forse ha pensato proprio che sarebbe bastato quel pizzico in più per essere davvero ai livelli della Juventus e per soffrire meno in Champions.