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INTER GABIGOL FLAMENGO – Gabriel Barbosa, conosciuto nel mondo del calcio semplicemente come Gabigol, in Brasile è diventato una vera e propria stella. L’attaccante di proprietà dell’Inter, che non ha dimostrato tutto il suo valore in nerazzurro, sta segnando valanghe di gol con la maglia del Flamengo. E il club milanese si sfrega pensando alla cifra per cui vendere il brasiliano. Ai microfoni del sito della FIFA, Gabigol ha rilasciato una lunga intervista parlando del suo momento d’oro: “Da quando ho lasciato l’Europa per tornare in Brasile, sono migliorato molto. Ho un nutrizionista: amavo le torte e i dolci, ora non ne mangio più. Ho un cuoco, mangio sano. Ho un fisioterapista e altre persone che mi aiutano, ora posso concentrarmi solo sul calcio. Ho raggiunto ottime statistiche con l’aiuto della mia squadra, ma voglio continuare a migliorare”.

Inter Gabigol e l’affetto dei tifosi del Flamengo

“È inspiegabile. Ogni partita c’è il tutto esaurito allo stadio, ovunque andiamo c’è enorme supporto. Conosciamo la storia del Flamengo, hanno la più grande tifoseria del Brasile: sono passionali, ma devi sentirlo sul campo per capirlo davvero. È una cosa straordinaria. La gente mi ama? Sono felice. Sono al Flamengo da poco: le vittorie e i gol aiutano, ma i tifosi mi hanno supportato fin dalla prima partita. L’affetto che hanno mostrato mi ha sorpreso, li ringrazio. Provo a ripagarli sul campo”.

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Sui gol segnati e l’accostamento a Adriano e Zico

“Per me è un grande onore, non merito di essere menzionato insieme ad Adriano e Zico. Sono leggende brasiliane, hanno vinto titoli per i loro club. Io non ho ancora vinto niente e c’è molto da vincere, il Brasilerao e la Libertadores. I miei numeri sono il risultato del lavoro di squadra, non solo mio. Ringrazio i miei compagni e l’allenatore. Ammetto che voglio vincere col Flamengo, ma ovviamente se potessi diventare ancora capocannoniere, sarei molto felice”.

Il sogno Mondiale

È bellissimo far parte della Selecao, il mio paese, la più grande Nazionale del mondo. Imparo sempre tante cose lì. Mi sono divertito, ho vestito per qualche minuto la maglia del Brasile. Il Mondiale? È un grande sogno, è una competizione speciale. Ricordo il Brasile vincere nel 2002, anche se ero giovane. E ricordo il Mondiale del 2014 in Brasile. Non abbiamo ottenuto il risultato che volevamo, ma è stato uno spettacolo. Abbiamo grandi giocatori in ogni ruolo: devono accadere tante cose perché si avveri il mio sogno, ma provo a lavorare ogni giorno duramente per continuare a migliorare: mi piacerebbe esserci nel 2022″.